Cronaca

Inchiesta rifiuti, la Procura acquisisce 900 ore di registrazioni

Novecento ore di registrazioni sotto l’occhio della procura di Napoli per l’inchiesta sui presunti illeciti emersi dai video del giornale online Fanpage che vede coinvolti esponenti politici e amministratori.

L’indagine

Gli inquirenti hanno acquisito nei giorni scorsi presso la redazione di Fanpage le copie integrali dei video e hanno l’esigenza di chiarire tutti i dettagli degli incontri prima di poter procedere ad altre attività.

Come gli eventuali interrogatori di indagati e persone informate dei fatti.

L’incarico affidato agli investigatori della squadra mobile dello Sco vede impegnati 5 pm della Direzione distrettuale antimafia e della sezione reati contro la pubblica amministrazione, Sergio Amato, Henry John Woodcock, Celeste Carrano, Ilaria Sasso del Verme e Ivana Fulco.

L’indagine ha inizio nel 2013 quando la Dda mette nel mirino le attività del clan del quartiere Vomero, capeggiato da Luigi Cimmino (da tempo detenuto) e da Andrea Basile. Organizzazione intenzionata ad infiltrarsi negli appalti degli ospedali della zona collinare.

Contando sulla collusione di amministratori per pilotare le gare “a favore di soggetti ed imprenditori amici”, come si legge negli atti dell’inchiesta.

Gli indagati

Sono al momento oltre dieci le persone iscritte nel registro degli indagati per l’ipotesi di corruzione (in alcuni casi aggravati dall’articolo 7, la finalità mafiosa), escludendo quelli nei cui confronti è stato ipotizzato il reato di associazione mafiosa.

Il ruolo di Fanpage

L’indagine va pari passo con l’inchiesta giornalistica di Fanpage che ha utilizzato nel ruolo di infiltrato l’ex camorrista pentito Nunzio Perrella, il boss che negli anni Novanta che svelò gli interessi dei clan sulla gestione dei rifiuti.

Fingendosi imprenditore, Perrella ha contattato una serie di politici e amministratori proponendo accordi illeciti. E i video di Fanpage hanno condotto le indagini della procura nei giorni scorsi, aiutando a disporre una serie di perquisizioni ipotizzando il reato di corruzione.

Lo stesso si configura anche senza il versamento della tangente, ma in presenza della semplice promessa.

 

La tempesta mediatica

Una tempesta mediatica e giudiziaria che finora ha provocato le dimissioni di Roberto De Luca, assessore al bilancio del Comune di Salerno e figlio del governatore della Campania Vincenzo De Luca, Lorenzo Di Domenico, consigliere delegato della Sma, società in house della Regione per la tutela dell’ambiente, e Biagio Iacolare, presidente della Sma ed esponente centrista.

Tutti si sono detti estranei alle accuse. L’attività di Perrella nelle vesti di agente procuratore è alla base delle sette puntate annunciate da Fanpage che finora ne ha diffuso in rete tre soltanto.

Vi è tanta altra materia inedita dunque che presto sarà all’attenzione della magistratura e che fa ipotizzare l’imminente coinvolgimento di altre persone nell’inchiesta della procura partenopea.

 

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