Incitati ad abbandonare la scuola, docenti assenti, ragazzi bocciati per garantire le iscrizioni: caso al Sirio

Tesine consegnate agli alunni per l’esame di maturità, bocciati per consentire la formazione di una nuova quinta: caso al Sirio dell’istituto Besta-Gloriosi

Ragazzi incitati ad abbandonare la scuola, professori assenti in classe e presenti sui registri, compiti in classe mai corretti, tesine pronte consegnate agli alunni per l’esame di maturità, bocciati per consentire la formazione di una nuova quinta l’anno successivo: esplode il caso al corso Sirio dell’istituto Besta-Gloriosi di Battipaglia.


Dopo aver ricevuto una segnalazione da parte di alcuni alunni, la redazione ha provveduto ad ascoltare alcuni di loro di persona, assumendo le prove necessarie. Nonostante i vari tentativi, la stessa redazione non è riuscita a prendere contatto con i docenti segnalati dagli alunni.


La segnalazione degli alunni del Sirio

“Ciò che è capitato a me e nei confronti dei miei compagni di classe è una ingiustizia. Ho frequentato il corso Sirio (serale) dell’istituto Besta-Gloriosi di Battipaglia e quest’anno ho frequentato il quinto, e speravo ultimo, anno di scuola per portarmi finalmente a casa il diploma, dopo esser stato bocciato tre volte di mattina per mia colpa.

Avevo deciso di fermarmi un anno per dedicarmi al lavoro, purtroppo in nero, a causa della mia mancanza di volontà di studio. Poi ho sentito parlare di questo corso serale Sirio, che la mia stessa scuola metteva a disposizione per alunni che hanno avuto difficoltà durante il corso mattutino normale e anche per persone adulte che in passato hanno avuto problemi come il mio e che adesso lavorano e non possono permettersi la presenza continua a scuola.

Così ho deciso di iscrivermi e ho frequentato il terzo e quarto anno al Sirio senza problemi e senza studiare chissà quanto, anche perché le lezioni non erano continue, proprio come le presenze dei professori, i quali sono cambiati di anno in anno.

Questo corso è da sempre stato di grado superficiale, proprio perché chi andava non aveva le basi adatte per formarsi come un ragazzo che va alla scuola pubblica di mattina.

Ho iniziato ad ottobre 2016 il quinto anno insieme ai miei compagni. Fino ad aprile è andato tutto normalmente, come negli anni precedenti, ossia niente interrogazioni, ma soltanto compiti in classe svolti raramente.

Poi sono iniziati i problemi. In sole due settimane del mese di maggio sono state fatte oltre quindici prove d’esame, senza che alcuno di noi avesse avuto l’accesso ai voti. Inoltre, le presenze degli alunni non venivano scritte ogni giorno sul registro cartaceo ma anche nei giorni successivi.

Una professoressa, che ho avuto anche negli anni precedenti e mi risulta sia indagata per un caso in un’altra scuola dove venivano consegnati diplomi truccati e messe le presenze ad alunni che risultavano presenti pur essendo altrove, firmava le sue presenze a scuola anche quando non era in classe.

Molti di noi alunni, a partire dal mese di aprile, siamo stati minacciati di non essere ammessi all’esame da uno dei professori che coordinava il corso Sirio. Ci diceva che saremmo stati valutati in base alle presenze e che non dovevamo preoccuparci perché tanto saremmo stati promossi tutti sicuramente il prossimo anno.

Intendeva non ammettere all’esame – come poi ha fatto – alcuni di noi perché voleva avere la certezza di riuscire a mettere insieme una quinta anche l’anno successivo, visto che gli alunni iscritti alla quarta non erano molti. E, senza un numero sufficiente di iscritti, il corso Sirio non sarebbe stato possibile. Giocando con le nostre vite e il nostro futuro, voleva farci iscrivere di nuovo al corso, pur di avere il diploma.

Dopo questa serie di vicissitudini, avevamo deciso di andare a parlare con la preside dell’istituto Besta-Gloriosi, la quale ci ha accolti insieme ad un altro professore del corso Sirio. Ci ha risposto in modo sgarbato, gridando e dicendo che le cose erano cambiate e che da quest’anno al corso Sirio si doveva iniziare a bocciare per far capire alla gente che il corso serale diventava serio come le lezioni mattutine. Dopo vari tentativi di far comprendere alla preside l’importanza del diploma per noi, siamo andati a parlare con uno dei professori e coordinatori del corso Sirio.

Questo docente ci ha detto chiaramente che non avremmo dovuto parlare con la preside e che, a seguito del colloquio, per lui sarebbe stato difficile salvarci tutti. La preside – secondo lui – non avrebbe dovuto sapere determinate cose.

Quando sono usciti i risultati finali, su 32 alunni ne sono stati ammessi 17 e bocciati 15. Tra gli ammessi all’esame c’erano anche persone che non hanno frequentato, che hanno iniziato a venire a scuola ad aprile e che non ha svolto le prove d’esame”.

Alcuni alunni del corso Sirio hanno aggiunto che “ci sono compagni ammessi all’esame che non sono stati valutati per voti o presenze, ma per motivi extrascolastici, almeno stando a ciò che ha detto uno dei coordinatori Sirio”.


Il caso del docente progettista

Particolarmente curiosa risulta la posizione di uno dei docenti del corso. Secondo gli stessi alunni, il docente avrebbe fatto svolgere un solo compito in classe in quinta, pur dichiarandone quattro sul registro elettronico.

“Avremmo dovuto fare anche un progetto nel corso dell’anno, che però non è mai stato fatto. Avremmo dovuto portarlo all’esame di maturità, così a maggio ci ha detto di andare a prendere i progetti già fatti presso il suo studio a Cava de’Tirreni. Salvo, poi, rifiutarsi di darci questi compiti per motivi inspiegabili.

Questo professore ha fatto solo tre o quattro lezioni nel corso dell’anno. Quando veniva a scuola, si metteva in una saletta con il suo computer. In classe veniva un’altra persona oppure uscivamo prima, andavamo al bar o stavamo comunque in aula senza fare niente”.


Il caso del docente assente, ma presente

Un altro docente, invece, “è venuta pochissime volte a scuola e quelle volte che veniva scriveva sul registro le presenze anche nei giorni in cui era stata assente. Abbiamo svolto un compito in classe con lei e solo dopo due mesi li ha portati con i voti. Ma molte prove non le abbiamo mai viste corrette”.


Alunni invitati ad abbandonare la scuola

I ragazzi continuano: “i professori ci incitavano ad abbandonare la scuola per farci iscrivere l’anno successive. Agli ammessi all’esame di maturità, invece, sono state consegnate le tesine già fatte per l’esame. Si poteva anche scegliere tra i lavori già fatti. In pratica, c’è chi è andato all’esame con due mesi di frequenza a scuola e senza aver mai studiato. Ed oggi hanno un diploma”.


La replica

http://salerno.occhionotizie.it/barra/ragazzi-incitati-ad-abbandonare-la-scuola-e-docenti-assenti-la-risposta-degli-alunni-del-sirio/


 

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