Omicidio D’Onofrio, si stringe il cerchio degli indagati per l’agguato a Ventura

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Indagini sull'agguato a Vincenzo Ventura, non si escludono piste mentre la vittima della sparatoria è in ospedale senza fornire elementi

Agguato a Vincenzo Ventura, si stringe il cerchio degli indagati. La vittima dell’agguato consumatosi lo scorso 7 agosto è ancora in ospedale. La polizia è al lavoro per cercare di carpirgli altri, importanti, dettagli su quanto accaduto mercoledì sera in via Capone quando gli hanno sparato contro quattro proiettili. Il ragazzo però non sarebbe molto loquace.

Le indagini sull’agguato a Vincenzo Ventura

Le indagini proseguono a ritmo incessante. Gli agenti della sezione Criminalità organizzata della Squadra mobile (agli ordini dei vicequestori Marcello Castello ed Ennio Ingenito) stanno visionando tutti i filmati delle telecamere di sicurezza del rione Petrosino alla ricerca di dettagli.

Inoltre si sta approfondendo quanto accaduto nella vita del diciottenne dal giorno dell’arresto di Eugenio Siniscalchi. Quest’ultimo viene ritenuto dalla procura il killer dello zio Ciro D’Onofrio. Nessuna pista viene esclusa e prende sempre più forma l’idea che ci sia un collegamento tra la denuncia presentata da Gaetano Siniscalchi e la gambizzazione di mercoledì sera.

La faida

Da subito si è avuta la certezza che non si trattasse di una “ragazzata”. Ad agire potrebbero essere stati in due e a bordo di uno scooter ma queste informazioni non troverebbero conferma negli inquirenti chiusi a riccio. Fatto è che gli equilibri si sarebbero rotti proprio il giorno dell’arresto di Eugenio Siniscalchi.

Foto La Città di Salerno

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