Cronaca

ISES, ottimismo dopo l’incontro in Prefettura

EBOLI. Si apre uno spiraglio nel caso Ises e soprattutto potrebbero aprirsi prospettive per i pazienti e per le famiglie dei lavoratori del centro socio-sanitario ebolitano.

La disponibilità del Comune di Eboli di mettere a disposizione la struttura dell’ex ortopedia nel rione Pescara, per la necessaria delocalizzazione del centro, ha trovato ampio interesse presso i partecipanti al tavolo che questa mattina, in Prefettura, ha affrontato la vertenza Ises. La stessa Asl di Salerno, rappresentata da Capone, ha voluto testimoniare ai rappresentanti sindacali dei lavoratori ebolitani ed all’amministrazione comunale, oggi rappresentata dal sindaco, Massimo Cariello, e dal presidente del Consiglio comunale, Fausto Vecchio, l’apprezzamento per l’ipotesi, stabilendo già un prossimo sopralluogo da parte di propri tecnici insieme con quelli del Comune e con i rappresentanti della cooperativa Ises. Il sopralluogo si effettuerà già lunedì prossimo, per verificare metratura e congruità della struttura. L’altro passaggio cruciale riguarderà l’accreditamento regionale per le attività. Un accreditamento che in questo momento risulterebbe sospeso, nel senso che non c’è assegnazione, ma nemmeno un diniego formale. Proprio su questa circostanza nei prossimi giorni si tenterà di intervenire, perché il recupero dell’accreditamento è la condizione essenziale per ipotizzare la prosecuzione delle attività dell’Ises e quindi anche una diversa allocazione della struttura. «Abbiamo incontrato disponibilità tra tutti coloro i quali hanno accolto il nostro suggerimento di un tavolo comune per dare risposte ai lavoratori, ai pazienti ed alle loro famiglie – ha commentato il sindaco di Eboli, Massimo Cariello -. L’Asl, i sindacati ed il Comune guardano nella stessa direzione, a cominciare dal sopralluogo che sarà effettuato lunedì mattina. Rimane il nodo dell’accreditamento, un’eventualità che potrebbe diventare concreta solo dopo una serie di passaggi per i quali mi pare che tutti siano oggi impegnati».

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