Cronaca

Aveva un kalashnikov ed era un camorrista, ma si fingeva fotografo. Resta ai domiciliari Silvio Cuofano

NOCERA INFERIORE. “Silviuccio il fotografo” resta ai domiciliari, La corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso avverso la decisione del tribunale di Salerno. Silvio Cuofano dunque dovrà non solo pagare le spese processuali, ma anche 2mila euro alla cassa ammende.

Silvio Cuofano resta ai domiciliari

Già nell’aprile 2017 il Tribunale di Salerno rigettava la richiesta di Cuofano contro gli arresti domiciliari scattati il 20 marzo dello stesso anno, in quanto “Silviuccio il fotografo” deteneva un fucile Ak-47 completo di 2 caricatori e relativo munizionamento, in una cisterna all’interno di un fondo attiguo a quello di Gian Battista Coppola, anch’egli arrestato in flagranza di reato nel favoreggiamento, aggravato da finalità camorristiche, del latitante Vincenzo Senatore, costui prima esponente della Nuova Camorra Organizzata e successivamente della Nuova Famiglia, di stanza in Repubblica Ceca per evadere alla cattura.



Cuofano era soprannominato “fotografo”, chiamato così per l’attività messa in piedi per tentare di smarcarsi dal sodalizio criminale.

Camorra tra la Valle dell’Irno e l’Agro

Vincenzo Senatore era parte dell’associazione camorristica operante tra la Valle dell’Irno e l’Agro costituita da Pietro Desiderio specializzatasi nelle estorsioni e nello spaccio di stupefacenti. Cuofano non era ben visto dai suoi compagni in crimine, visto che in una telefonata tra Desiderio Senatore (fratello del latitante Vincenzo) e Vicidomini Ettore (altro componente della banda), il primo aveva disapprovato il comportamento di Cuofano nel favoreggiamento della latitanza di Vincenzo, tanto da ipotizzare che fosse confidente della polizia e che elementi in tal senso potessero trarsi dal fatto che in casa dello stesso Desiderio aveva chiesto, prima del controllo di polizia giudiziaria, se vi fossero sue impronte sull’arma.

Ritenuto elemento attivo nel sodalizio criminale, la Cassazione, non ha potuto che rigettare le richieste di Cuofano avverso i domiciliari, visto che a suo carico si segnalano già condanne per narcotraffico e corruzione aggravata dal metodo mafioso; nonché Cuofano si era anche reso protagonista di un viaggio a Bologna per il ritiro della Fiat Punto di Vincenzo Senatore, sottoposta a sequestro, costato mille euro e non rimborsati.

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