«La carenza di posti letto non è gossip»: la denuncia di Scotillo sugli ospedali della valle del Sele

sanità ospedale

«La carenza di posti letto negli ospedali della valle del Sele non è gossip, come dichiara Minervini».

«La carenza di posti letto negli ospedali della valle del Sele non è gossip, come dichiara Minervini». Lo dice Rolando Scotillo (Fisi/Fials), in riferimento alla denuncia di una donna sulle condizioni dell’ospedale di Battipaglia (leggi qui l’articolo).

«La carenza di posti letto nell’area della valle del Sele (Roccadaspide, Oliveto Citra, Eboli e Battipaglia) pari a circa 400 posti letto in varie discipline, connesse ad una carenza organica di personale che partendo dagli Oss incidono sul confort alberghiero offerto ai pazienti non può che dare ragione alla signora che accusa di indifferenza i vertici dell’Ospedale e non è “gossip” come ha dichiarato il direttore sanitario Mario Minervini e non è la prima volta che federe e lenzuola mancano o non vengono sostituite poiché mancano in quasi tutti i reparti le figure intermedie a ciò preposte ovvero gli Oss – fa sapere Scotillo – Pur non volendo entrare nelle condizioni cliniche della paziente vi è da dire che la fase di passaggio da un reparto ad assistenza intensiva ad un reparto di degenza viene più volte “accelerato” per la cronica carenza di posti letto e/o poiché non essendo previsti dei posti di sub intensiva spesso nella valutazione clinica si passa da una fase intensiva ad una fase ordinaria troppo in fretta e con il paziente non sempre pronto ad essere trasferito in un reparto a degenza normale.


Rolando Scotillo

Dal lato del confort, si diceva, mancano le figure intermedie quali Ota ed Oss che dovrebbero occuparsi dell’igiene e del cambio biancheria dei pazienti e più in generale dell’assistenza indiretta ed alberghiera al paziente totalmente assente se si pensa che oramai tra gli Ospedali della Valle del Sele queste figure sono pressoché inesistenti».

Scotillo aggiunge che «si è pensato ad appaltare dei servizi di ausiliariato non necessari ed ora sotto l’occhio della Procura della Repubblica di Salerno per le denunce presentate in merito ad una presunta “Parentopoli” nelle assunzioni in luogo di procedere ad assunzioni di personale Oss qualificato generando solo aumenti di spesa senza alcun beneficio per i pazienti.

La signora dovrà ancora attendere, se vuole una sanità che funzioni, che qualcuno in Procura della Repubblica ed alla Corte dei Conti si svegli dal lungo sonno, siamo di fronte ad un assurdo: un popolo, quello salernitano, non omertoso e che non ha paura di denunciare un “mondo di mezzo” sia in sanità pubblica (voce spesa, parentopoli varie ed appalti) che in sanità accreditata (mancanza di condizioni di accreditamento sul versante organizzativo e di personale) ed una Procura, di contro, silente troppo silente e poco operosa e forse intenta più che ad amministrare giustizia a fare altre cose a noi sconosciute.

Più volte abbiamo chiesto di essere ascoltati su numerosi esposti, qualcuno è stato fatto decadere per prescrizione, altri sono ancora in fase di istruttoria forse aspettando la prescrizione, ma si sa oramai in Procura a Salerno non c’è peggior sordo di chi non vuole sentire…».

TAG