La raccolta fondi degli Emoticons nella Valle del Sele

Sono stati protagonisti in alcune piazze della Valle del Sele il gruppo degli Emoticons. Tutto è amore infinito è il titolo che hanno scelto.

Sono stati protagonisti in alcune piazze della Valle del Sele gli Emoticons.

Tutto è amore infinito è il titolo che hanno scelto, insieme per progetto Bissiri e di Amurt hanno raccolto dei fondi che saranno destinati a sostenere la retta annuale scolastica di circa 200 studenti, inoltre, hanno raccolto dei medicinali che andranno all’unica clinica nel raggio di 50 km. Esattamente chi sono gli Emoticons? Noi abbiamo incontrato gli ideatori di Emoticons Nico D’Elia e Elenia Aiello, gli stessi che andranno il primo agosto in Burkina Faso a realizzare la missione umanitaria.



Come nasce Emoticons?

“Emoticons è un gruppo che nasce dall’idea di due ragazzi, che hanno cercato di unire le forze tra paesi diversi, confinanti ma affini , parte di un unico territorio e di costruire un ponte lungo  fino al gran mare africano. E’ questo un gruppo composto da ragazzi di CastelnuovoSantomennaLavianoCaposele legati fortemente da due perni principali condivisione e solidarietà. Un gruppo che si è impegnato allo stesso tempo nella creazione di un progetto di aiuti umanitari in Africa e nella valorizzazione del nostro territorio.”

Perché è stato scelto il nome Emoticons?

“In quest’era sempre più digitale abbiamo voluto quindi restare al passo con i tempi, infatti questa parola si rifà al linguaggio che usiamo quotidianamente sui social letteralmente significa simbolo  che trasmette un’emozione, beh noi già dal nome abbiamo voluto trasmettervi un’emozione.”



Come nasce la collaborazione con l’Amurt?

“Il gruppo Emoticons si avvicina all’ideologia attraverso la sezione italiana di Viadana, di cui un nostro carissimo amico di Santomenna Cosimo ne è presidente. Infatti grazie al sostegno di Cosimo , abbiamo avuto la fortuna di collaborare ed incrementare uno dei loro più grandi progetti in Burkina Faso.”

Quali sono gli obiettivi?

“L’obiettivo principale del nostro lavoro è quello di migliorare le condizioni di vita dando la possibilità di valorizzare una terra troppo spesso rimasta orfana. Questo lavoro è possibile solo grazie ad un cambiamento che deve partire dal basso, ovvero:

– da una giusta alimentazione (progetto agricolo)

-da un miglioramento delle condizioni igienico-sanitarie (progetto medico)

-da quello che riteniamo di fondamentale importanza, ovvero la presa di coscienza e la percezione della realtà, possibili solo grazie ad un’adeguata istruzione (progetto scolastico)”

È stato difficile coordinare degli eventi fra vari paesi partendo dal nulla?

“Abbiamo creato per la prima volta un evento coordinato tra 4 paesi diversi, confinanti anche se meglio dire affini, che prima d’ora non avevano mai unito le energie nella realizzazione di un progetto comune. È nato per la prima volta un gruppo ben saldo tra Castelnuovo, Santomenna, Laviano e Caposele che ha deciso non solo di lavorare in sintonia, ma di avviare un processo di interazione ed integrazione tra i vari paesi spesso isolati. E anche questo quindi un progetto di valorizzazione del nostro territorio, che rafforza non solo il legame tra i nostri paesi, ma mette in atto un processo sociale ed economico in queste piccole realtà grazie alle diverse attività culinarie, musicali, culturali e sportive che si terranno nei prossimi giorni.”

 

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