La storia di Colliano, dall’epoca romana ai giorni nostri

Antico borgo arroccato al monte Marzano è conosciuto nel mondo per un oro particolare”il tartufo nero” ma e anche ricco di storia

COLLIANO. Antico borgo arroccato al monte Marzano è conosciuto nel mondo per un oro particolare “il tartufo nero” ma e anche ricco di storia arricchito nel tempo da diverse culture che hanno dominato il territorio nel tempo. Collius-anus il nome deriva dalla famiglia romana della gens Collia.

Nacque nella parte pianeggiante della valle del Sele. Si hanno notizie certe della presenza dell’uomo, in queste zone, nell’epoca romana lo testimoniano i numerosi ritrovamenti di ville romane, luoghi sacri, tombe, urne cinerarie, ceppi funerari e cocci.

Con la caduta dell’Impero Romano, Colliano fu prima governato dai Goti nel 524 e poi dei Longobardi, che l’associarono all’amministrazione di Compsa, Conza della Campania sotto Conte Orso, feudatario del principe di Salerno Siconolfo.

Le numerose incursioni Saracene costrinsero i collianesi a spostarsi sulla parte più alta del paese, ritenendolo più sicuro, dando così vita a Colliano e Collianello che oggi noi conosciamo. Negli anni che susseguirono Colliano ebbe numerosi feudatari.

Nel 1220 ebbe Galino, milite normanno.

Nel 1230 feudatari di Colliano sono Agnese signora di Senerchia e la figlia Giovanna.

Nel 1268 per un solo anno fu feudatario Ugone. Alla sua morte i beni andarono al Re Carlo, che subito lo donò a Guido d’Alemagna signore di Laviano, Castelnuovo di Conza, Trentinara, Campagna e Buccino.

Nel 1270 feudatario di Colliano fu Giacomo di Bursone.

Nel 1331 per la prima volta Colliano e Collianello furono separati. Collianello fu donato a Tommaso da Porta.

Intorno al 1400 sotto il dominio di Roberto di Quaglietta fu ampliato il castello di Collianello. Dell’imponente sistema difensivo rimane solo la porta “dei Santi” gli abitanti del luogo la etichettarono come “porta Fontana” poiché era l’unico accesso per andare alla fontana pubblica che si trova in piazza Epifani.

Nel 1426 Colliano e un possedimento di Luigi Gesualdo.

Nel 1448 era un feudo di Antonio Sanseverino, ma dopo dieci anni ritorna ad essere della famiglia Gesualdo e precisamente di Sansone.

Nel 1466 ci fu un violento terremoto e tutti i paesi dell’alta valle del Sele furono distrutti

I Gesualdo furono feudataria di Colliano fino al 1477

Dal 1811 al 1860 ha fatto parte del circondario di Laviano, appartenente al Distretto di Campagna del Regno delle Due Sicilie.

Dal 1860 al 1927, durante il Regno d’Italia ha fatto parte del mandamento di Laviano, appartenente al Circondario di Campagna.

Nel 1980 con il terremoto dell’Irpinia distrusse di nuovo il paese, e molti abitanti del centro si sono dislocati, in molti sono scesi a valle vicino alle rive del fiume Sele. La storia si ripete tutto ritorna direbbe un famoso poeta, eppure di Colliano resta l’incanto delle luci di sera che viene sottolineato dalle rocce del Monte Marzano che lo sovrastano.

Di Collianello, frazione di Colliano, che è ancora poco conosciuto nonostante conservi le vie quelle strette di una volta, quelle che venivano calcolate dal passaggio dei muli unico mezzo di trasporto del medioevo. La caratteristica delle pietre e dei stretti balconi. Chi si affaccia dalle finestre di Collianello ha un sussulto di dominio, si riesce a vedere fino ai lontani paesi come Postiglione e oltre, se ci fosse il mare non avrebbe nulla da invidiare ai famosi paesi costieri.

Colliano ha molti chiese da visitare, famoso anche piano delle Pecore per gli amanti della natura, da sottolineare è il presepe vivente che si svolge in alcune date del periodo natalizio che si svolge proprio nell’antico borgo di Collianello.

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