Economia

Le chiavi del polverificio di Scafati gratis al Rotary

SCAFATI. Manutenzione straordinaria per la “presenza di umidità alle pareti” di due locali all’interno del Real Polverificio Borbonico ed in cambio “le chiavi” di un’area della storica struttura cittadina: ecco la concessione fatta su proposta dell’assessore Antonio Fogliame al Rotary club, associazione di cui lui era vice presidente. La Giunta municipale ha ceduto gratis al Rotary club la gestione di due aree del Polverificio in cui – si legge – “sarà allestita una mostra sul fiume Sarno e altre iniziative culturali”. Non specificate.

Per otto anni era stata chiesta la gestione del Polverificio andrà al Rotary che sarebbe quanto più vicino alla vecchia idea di “lobby” esista a Scafati: la Giunta di Pasquale Aliberti gliene ha concesso solo tre. Ma come mai questa decisione di affidare la gestione del Polverificio ad un’associazione esterna dopo la lunga battaglia per ottenerne la ‘custodia’? Pare una questione economica: il Rotary a proprie spese ristruttura e tinteggia i due locali in questione ed in cambio in tre anni gestisce i due locali senza altri vincoli specificati. La spesa è di ottomila euro in totale e per questa cifra loro potranno – per tre anni – avere carta bianca su quella parte del Polverificio. Sarà allestita a spese loro una mostra sul Fiume Sarni – si legge. Peccato che nel 2009 già il Patto territoriale aveva allestito la mostra per 20mila euro di fondi dei cittadini Scafatesi: mostra totalmente abbandonata e distrutta

Il Rotary club a Scafati è presieduto da Carmen Ferrara dopo che per anni era stato Antonio Lombardi e anche Enrico Santonicola il presidente. Nella delibera però non è specificato che si tratti del Rotary di Scafati: infatti si fa solo riferimento al distretto sud 2100. C’è da precisare che nel 2004 e per diverso tempo dopo proprio lo stesso Antonio Fogliame era stato presidente del Rotary club di Pompei, lo stesso Fogliame che ha proposto in Giunta la concessione all’associazione. Per gli altri assessori, non c’è più conflitto di interesse.

(Fonte: puntoagronews)

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