Luigi Di Maio contestato ad Harvard dal cardiochirurgo salernitano Fittipaldi

Mario Fittipaldi è il cardiochirurgo pediatrico di Salerno che ha criticato il vicepresidente della Camera che è intervenuto ad Harvard, parlando del politico pentastellato Luigi Di Maio. Fittipaldi ha dichiarato «Non voglio visibilità, vogllio solo fare il mio lavoro e bene». Mario ha rilasciato un’intervista per Repubblica, che riproponiamo. Cosa l’ha spinta a parlare?  «Credo […]

Mario Fittipaldi è il cardiochirurgo pediatrico di Salerno che ha criticato il vicepresidente della Camera che è intervenuto ad Harvard, parlando del politico pentastellato Luigi Di Maio. Fittipaldi ha dichiarato «Non voglio visibilità, vogllio solo fare il mio lavoro e bene». Mario ha rilasciato un’intervista per Repubblica, che riproponiamo.

Cosa l’ha spinta a parlare? 

«Credo sia inaccettabile definirsi “il nuovo vento”, quando in realtà si rappresenta sempre il vecchio sistema».

Secondo lei Di Maio è questo?

«È un ragazzo giovane, che prima afferma di non voler finire l’università perchè il suo ruolo politico giocherebbe troppo a suo favore e poi perchè non aveva tempo scendendo in politica di fare entrambe le cose. Ha 28 anni, alla sua età doveva essere già laureato da anni».

Non pensa di essere stato troppo duro?

«Io credo che Di Maio e molti portavoce dei cinquestelle siano stati selezionati tra i 20enni – 30enni, che in Italia si sono diplomati con “fortuna” e che al massimo guardavano “Amici” e “Uomini & Donne”. Tanti di loro votavano Berlusconi ed ora, sentendosi esclusi, frustrati e arrabbiati trovano speranza in Grillo e in gente come Di Maio».

Lei che università ha frequentato?

«Io mi sono laureato a Roma, in Medicina e specializzato in Cardiochirurgia, ormai dal 2012 sono emigrato e vivo all’estero. Sono stato prima a Madrid, poi a Birmingham e successivamente a Londra. Adesso vivo e lavoro in Nuova Zelanda, ad Auckland, sono andato via perchè avevo una bella offerta, consapevole che in Italia è tutto molto lento.

Ritornerebbe in Italia?

«Mio padre è un cardiochirurgo e quindi ho preferito crearmi una professionalità fuori dal nostro Bel paese, per non essere additato come “figlio di papà”. Non credo ritornerò mai in Italia, anche se mi manca».

Cosa ne pensano dell’Italia i suoi colleghi?

«Credono sia tutto corrotto, e ci siano poche valide eccezioni, facendosi spazio tra politici e compromessi».

Probabilmente ora diventerà il paladino di molte persone, è consapevole di ciò?

«Purtroppo in Italia quando hai il coraggio di denunciare e parlare è così. Spero ci saranno molte persone a seguire il mio esempio».

Foto: (Repubblica)

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