Cronaca

Lutto cittadino e Luci d’Artista nella stessa giornata, SI: «spegnete le luci»

SALERNO. Le luci non si fermano. Lutto cittadino e “Luci d’Artista” tutto nella stessa giornata. Le luci non possono attendere e saranno inaugurate oggi, sabato 11 novembre, alle 17.00. Nemmeno la presenza in città dei corpi delle ventisei donne morte a seguito dell’ultimo naufragio consumatosi nel mare Egeo, e che solo una settimana fa coinvolgeva la città di Salerno, con l’arrivo della nave “Cantabria”, ferma l’evento e nemmeno la probabilità che i funerali si tengano proprio nel giorno in cui i corpi saranno dissequestrati o, quantomeno attendere che essi si svolgano prima.

Solo un atto simbolico come lo spegnimento delle luci per mezz’ora. Girandosi dall’altra parte il Sindaco di Salerno Vincenzo Napoli, l’Amministrazione e lo stesso Presidente della Regione, non curandosi di quei corpi custoditi in queste ore nel cimitero cittadino, senza nessuna sensibilità, alle 17 in punto daranno il via alla kermesse di accensione di “Luci D’artista”.

Si farà festa, la gente attende l’evento per nessuna ragione prorogabile, così importante da potersi tenere in contemporanea con il lutto cittadino. Oltre ogni etica e morale, piuttosto che una riflessione su un momento così buio, piuttosto che onorare le vite di ventisei donne morte in cerca della salvezza, il Governatore De Luca e i suoi fidatissimi preferiscono non rinunciare alla manifestazione d’evasione.

«Per rendere omaggio alla memoria delle ventisei giovani vittime dell’ultima tragedia del mare si terrà un’iniziativa simbolica con lo spegnimento delle Luci, per mezz’ora nel giorno dei funerali, quando sarà proclamato lutto cittadino». È questa la dichiarazione del sindaco Napoli che si legge oggi sulle pagine del “Mattino di Salerno”.

Nel leggere queste parole il disappunto per l’amarezza prendono il sopravvento e non perché ci sia antipatico il primo cittadino, non perché vogliamo fare una polemica strumentale a tutti i costi, ma perché dinanzi ad una tragedia, in un 2017 che pare più Medioevo che nuovo millennio, l’umanità, quella conquista di civiltà che dovrebbe elevare gli uomini al di sopra di tutti per le caratteristiche di solidarietà e comprensione verso il prossimo, non trova posto.

Le luci della ribalta fanno troppa gola e tutto va ed è meglio che lo spettacolo continui. Il dolore non tocca e non intaccherà i festeggiamenti programmati, proprio come la società indifferente ed egoistica che stiamo subendo desidera.

 

(Comunicato Stampa)

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