Iolanda: la mamma Imma Monti parla degli ultimi agghiaccianti momenti della figlia

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Emergono nuovi dettagli dai racconti della mamma di Iolanda, Imma Monti, sulle ultime ore di vita della figlia, la bimba di 8 mesi torturata dal papà

Emergono nuovi dettagli agghiaccianti dai racconti della mamma di Iolanda, Imma Monti, sulle ultime ore di vita della figlia, la bimba di 8 mesi torturata e probabilmente uccisa dal papà.

Imma Monti parla degli ultimi momenti di vita di Iolanda

Nel resoconto fornito dalla mamma, Imma Monti, si riscontrano ulteriori passaggi delle violenze inferte alla piccola che hanno fatto rabbrividire gli inquirenti.

La situazione ha cominciato a degenerare quando è tornato dalla comunità. Ha ricominciato a maltrattare mia figlia ogni giorno. Mio marito prendeva mia figlia dalle guance con una sorta di pizzicotto e la sollevava in alto.

Mia figlia continuava a pian­gere e io non potevo prote­stare altrimenti mi avrebbe picchiato. Anche prima dei pizzicotti prendeva mia fi­glia in braccio e la stringeva forte al viso e strofinava il suo viso contro il suo, tanto da procurarle fuoriuscita di sangue. Nonostante le lesioni continuava a morderle i piedini, tanto che vedevo la carne da fuori.

La notte della morte di Iolanda:

Verso le 3:30, quando mia figlia dormiva mi sono sve­gliata per andare in bagno ma prima ho controllato se stesse bene. Mi sono accorta che non respirava, era tutta gonfia in viso e aveva gli occhi chiusi, non ho sentito il battito del cuore.

L’ho rimessa nella culla e sono andata a chiamare mio marito, ho preso la bambina e l’ho portata in cucina, mio marito era sul divano. Mio marito ha detto di non pre­occuparmi, forse era in coma, ha detto. Ho preso un bic­chiere d’acqua e gliel’ho buttato sul viso per provocare in lei una reazione.

Visto che non respirava mio ma­rito ha cominciato a farle la respirazione bocca a bocca e io sono andata a chiamare la mia vicina Anna per far chiamare l’ambulanza.

La motivazione di tanta violenza gratuita sul corpo della piccola sarebbe nella volontà di Passariello di avere un figlio maschio:

Da quando ha saputo che aspettavo una fem­mina mi ha detto che non sarebbe stata la stessa cosa perché lui era più attaccato al maschio. Infatti quando è nata già in ospedale si limi­tava a prenderla in braccio poche volte. Poi, a 4 mesi mio marito ha cominciato a dirmi che non la voleva perché voleva un altro maschio. Da lì ha comin­ciato a darle dei pizzicotti e a dire che non la voleva.

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