Cronaca

Miasmi nelle aree del fiume Sarno, il sindaco di Scafati: “Basta, convoco la Gori”

"Ho convocato martedì 24 agosto, alle ore 11.30, a Palazzo Meyer i referenti di Gori S.p.A., Arpac e Regione Campania

Miasmi nelle aree a ridosso del fiume Sarno e dei canali affluenti: è ora di agire e di pretendere che ognuno faccia la propria parte”. Lo sfogo, ma anche l’annuncio del primo cittadino di Scafati, Cristoforo Salvati.

Miasmi nelle aree del fiume Sarno

Ho convocato martedì 24 agosto, alle ore 11.30, a Palazzo Meyer – aggiunge – i referenti di Gori S.p.A., Arpac e Regione Campania e, con una distinta nota, ho chiesto di incontrare il comandante del Nucleo operativo ecologico di Salerno, Giuseppe Capoluongo, al quale ribadirà la necessità di incrementare le azioni di controllo sul territorio per individuare scarichi non a norma delle industrie conserviere e condotte illecite da parte di ignoti.

Condivido e faccio mie le rimostranze e le richieste di aiuto di tanti cittadini che vivono in quelle aree e che, soprattutto in questo periodo estivo, sono costretti a restare chiusi in casa a causa di un’aria resa irrespirabile dalle esalazioni sprigionate dalle acque del fiume intorbidite da scarichi inquinanti.

Il recente sopralluogo effettuato dai nostri agenti della Polizia locale nei pressi del canale Marna ha confermato la presenza nelle acque del canale di ingenti quantitativi di carichi inquinanti provenienti dagli scarichi non a norma delle industrie conserviere, molte delle quali hanno sede nei comuni limitrofi.

Tale dato è stato confermato anche dagli esiti di precedenti sopralluoghi effettuati dai tecnici della Gori. È arrivato il momento di dire basta, di agire, di richiamare ognuno alle proprie responsabilità. Noi siamo pronti a fare la nostra parte, ma chi ha competenza intervenga, facendo la sua. Non permetteremo che il nostro territorio continui ad essere mortificato e penalizzato, che i nostri cittadini siano ancora costretti a subire le conseguenze di condotte illecite e scellerate che vanno assolutamente represse e punite”.

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