Cronaca

Michele Ventriglia: «Addio al chiosco ma devono risarcirmi»

BATTIPAGLIA. «La verità finalmente è uscita fuori. È la risposta a chi ha voluto fortemente l’abbattimento di un chiosco che non era assolutamente abusivo». Tira un sospiro di sollievo Michele Ventriglia, proprietario insieme con la compagna Paola Coppola del chiosco in via Domodossola, di fronte al liceo scientifico “Medi”, che il 28 gennaio 2015 fu abbattuto dal Comune di Battipaglia per un presunto abuso edilizio. Due giorni fa, il Tar ha accolto il ricorso presentato dai proprietari della struttura, che si erano opposti alla revoca della concessione edilizia e all’ordinanza di abbattimento. «Sono stato in silenzio ad aspettare la sentenza del tribunale – continua Ventriglia – e i giudici mi hanno dato ragione. Il chiosco non era abusivo. Ho agito nella legalità. Il Tar ha risposto a chi ci accusava di essere abusivi e a chi ha chiesto con insistenza un abbattimento ingiusto. Sono stati due anni difficili, in cui ho perso soldi e lavoro, affrontando notevoli difficoltà economiche. Avevo investito tanto in quel progetto.

Ora spero che mi sarà restituito tutto. Attendo il risarcimento dei danni per tutto ciò che ho subito». Laconico Michele Ventriglia quando afferma che «non credo di rifare un’esperienza imprenditoriale del genere. È stata durissima per me e per Paola (Coppola, ndr)». Ventriglia non ha voluto rispondere a chi si è battuto per l’abbattimento del chiosco, invitando con insistenza il Comune a intervenire. In particolare, la preside del liceo scientifico “Medi”, Silvana Rocco, che aveva inviato una lettera al Comune e alla Provincia per «rappresentare le esigenze di una comunità scolastica che soffre alla vista di una struttura che di certo influenza il decoro dell’ingresso della scuola». La preside aveva scritto che «l’area di cantiere è divenuta, essendo bloccata, ricettacolo di rifiuti e degrado».

Anche gli studenti del “Medi” – difficile credere a una coincidenza rispetto alla comunione di vedute con la preside – avevano espresso il loro disappunto in una lettera inviata al Comune e alla Provincia. Paradossale che dalla sentenza del Tar si evinca che proprio il liceo “Medi” aveva compiuto un abuso edilizio al momento della costruzione della palestra e dell’auditorium, nel 2003, occupando una superficie totale 41.661,63 metri cubi in luogo dei 36.864,62 previsti dal progetto. In sostanza, 4.797 metri cubi, circa un decimo della cubatura totale del “Medi”, risultano realizzati abusivamente. E su tale argomento il Tar aveva bacchettato il Comune, evidenziando che l’amministrazione comunale avrebbe dovuto reprimere l’abuso della Provincia in merito all’ampliamento dell’area della scuola, ben più evidente, e non quello presunto dei proprietari del chiosco, in possesso dei titoli edilizi rilasciati dallo stesso Comune.

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