Montesano, senegalese arrestato per ‘omessa esibizione di documenti’: la solidarietà dei cittadini

MONTESANO SULLA MARCELLANA. Una storia triste che fa già discutere quella che giunge da Montesano sulla Marcellana, comune di Vallo di Diano. La storia di Omar Gueye, senegalese di 36 anni, incensurato che viva in Italia da 10 anni ma è lontano da sua moglie e dai suoi figlia da 11 anni. Omar si trova […]

MONTESANO SULLA MARCELLANA. Una storia triste che fa già discutere quella che giunge da Montesano sulla Marcellana, comune di Vallo di Diano. La storia di Omar Gueye, senegalese di 36 anni, incensurato che viva in Italia da 10 anni ma è lontano da sua moglie e dai suoi figlia da 11 anni.
Omar si trova presso la Casa Circondariale di Sala Consilina dalla scorsa settimana, arrestato per “omessa esibizione di documenti” per un fatto risalente allo scorso 8 settembre. Il 36enne dovrà passare in carcere altri 20 giorni per scontare la pena di un mese di reclusione.
Seppur lontano dalla famiglia Omar non è solo. Montesano sulla Marcellana è con lui, un ragazzo giudicato di grande cuore, disponibile e incapace di fare del male persino ad una mosca. «Omar è una persona mite, pacifica e amica di tutti, dice il parroco don Maurizio Esposito. Gli vogliamo davvero tutti bene perché è una persona eccezionale e sempre disponibile. Vive da circa sette anni con noi, si è ben integrato e non c’è nessuno che non nutra affetto sincero nei suoi confronti».
Gueye è stato arrestato perché lo scorso 8 novembre i carabinieri, recandosi a casa sua, non lo hanno trovato perché Omar senza dire nulla a nessuno, si era recato presso l’ospedale di Polla dove è stato ricoverato per alcuni giorni per dei problemi fisici. E qui scatta l’arresto. Ma i cittadini di Montesano non ci stanno: «C’è gente che viene condannata a tre, quattro anni di carcere per reati gravi e non si fa neanche un giorno di prigione e Omar, condannato ad un mese per semplice omessa esibizione di documenti, si fa trenta giorni di carcere», dichiarano alcuni suoi amici.
A difendere il giovane ci pensa l’avvocato Renivaldo Lagreca che, saputo dell’arresto, si è detto disponibile ad offrirgli consulenza gratuita ma sembra che non ci siano soluzioni perché il 36enne non ha fatto ricorso ad una sentenza di primo grado forse perché neanche ne era a conoscenza. Ma, purtroppo, la legge è uguale per tutti e soprattutto, come si suol dire ‘la legge non ammette ignoranza’.

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