Musica contro le mafie, De Rosa: “Responsabilità e conoscenza uniche vie per il cambiamento”.

Gennaro De Rosa cura un volume, in collaborazione con Libera nazionale, servendosi della collaborazione di numerosi cantanti.

Luigi Garlando adoperava la similitudine della pianta da raddrizzare quando è ancora piccola; quando la pianta è adulta ma cresciuta storta, seccherà così come è cresciuta. Educare le giovani generazioni al rispetto ed alla legalità contro tutte le mafie corrisponde a seminare il primo seme della giustizia e dell’equità sociale. Una ferrea cultura di base della legalità a volte non può essere sufficiente a sradicare falsi valori nella mente delle giovani generazioni; è in questo frangente che l’Associazione Libera, da anni impegnata intellettualmente ed in prima linea contro le mafie, ha dato alle stampe il volume “Change your step. Le parole del cambiamento” edito da Rubbettino Editore.
“Change your step” è un progetto che ha visto coinvolti oltre cento artisti del panorama musicale italiano da sempre socialmente attivi contro ogni forma di mafia e di squilibrio sociale; un messaggio deciso ed unitario affidato alla musica che attraverso un ricco ecumenismo di generi molto più facilmente penetra nell’immaginario collettivo giovanile. Una pubblicazione che inorgoglisce il curatore Gennaro De Rosa, presidente dell’Associazione “Musica contro le mafie” (associazione che agisce sotto l’egida della stessa Libera). Diversi gli artisti che hanno aderito al progetto e vari e molteplici i temi analizzati da essi: 99 Posse, Edoardo Bennato, Eugenio Finardi, Benedetta ValanzanoBandabardò, Carlo Muratori, Fiorella Mannoia si sono suddivisi temi come l’autenticità dell’arte e della cultura in un progetto di legalità, il cambiamento che si sposa con il coraggio di affrontare una determinata realtà, l’omertà quale atteggiamento mafioso, il morbo dell’indifferenza. Se corrisponde alla realtà la celebre affermazione di Giovanni Falcone che “la mafia avrà una fine”, in un contesto storico come quello attuale è necessario educare ad una cura della legalità che sia inculcata sin dai primi anni di vita dei più giovani: solo così quel “cambiamento nato dal basso nascerà dal di dentro, dalla coscienza e dallo stupore” come scrive il presidente nazionale don Luigi Ciotti nella prefazione al volume. La generazione moderna è per molti aspetti opposta alla generazione del 1992 che, secondo il prof. salernitano Marcello Ravveduto, autore di una delle quattro prefazioni «avendo subito l’epoca delle stragi repubblicane, si è vista modificato il senso della realtà
-De Rosa, con quale impostazione critica hai curato questo volume. Qual era l’intento, come è nato il progetto ?

Musica contro le mafie è una associazione della rete di Libera. Ci occupiamo da anni di formazione civile e pedagogia antimafia attraverso uno strumento incredibile come quello della Musica e soprattutto della testimonianza dei musicisti, degli artisti del panorama nazionale italiano e non solo.

Il progetto del libro nasce sul solco di un libro precedente uscito nel 2012, nel quale una serie di artisti italiani aveva dato un contributo scritto sulla sua percezione del fenomeno mafioso. Il libro conteneva un cd con all’interno una serie di brani musicali legati a questo tema.

“Change your Step” invece punta l’attenzione su un tema a noi caro che è quello del “furto delle parole”… delle tante parole che sono state svuotate del loro significato profondo. Legalità è una delle parole piu’ abusate insieme a giustizia, pace…e tante altre. Noi abbiamo voluto puntare l’attenzione su “Cambiamento” e su come questo concetto così alto non può essere relegato ad un significato unico e statico…è una contraddizione pura. Quindi l’intento era quello di unire questa riflessione condensata in 3 parole per ogni artista, 3 parole chiave del cambiamento… un videomessaggio leggibile attraverso un QrCode ed un consiglio all’ascolto di un brano della discografia dell’artista teso a diffondere buone idee e buone prassi. Il fine ultimo è quello di raccogliere fondi per acquistare strumenti da destinare alla costruzione di Laboratori musicali e sale prova in zone particolari del nostro paese per creare Alternative attraverso la musica.

-Libera e la Musica, un binomio interessante e sinergico ma soprattutto utile. Quanto Libera può dare alla musica, quanto la musica può dare a Libera…nella sua storia e in questo progetto?

Don Ciotti quando ci ha conosciuti la prima volta anni fa ci disse una cosa molto bella “La Musica è Armonia, e armonia significa accordo. Armonia è quando da una relazione di parti scaturisce qualcosa di diverso e di comune, qualcosa in cui ogni parte si possa riconoscere senza perdere per questo la sua identità…questo è il senso profondo di “Musica contro le mafie” …”.

Musica ed impegno civile saldano il bene con il bello, l’etica con l’estetica unendo forma e contenuto…perché, oggi piu’ che mai, la forma ha una grandissima importanza per far passare un contenuto.

-Come sono stati scelti gli artisti ? Quali i temi privilegiati ?

Non abbiamo scelto gli artisti ma abbiamo scelto dei brani…siamo partiti da una ricerca antologica di brani musicali che avessero contenuti affini alla nostra mission. Temi come quello del concetto di cambiamento, messaggi positivi, di speranza, per tenere viva la memoria trasformandola in strumento di lotta e di cittadinanza attiva. Brani che nei loro contenuti invitano a scuoterci che sono testimonianza di un modello culturale da contrapporre a quello mafioso. Brani di denuncia, di richiesta di giustizia, di libertà…

-C’è una parola ricorrente tra quelle degi artisti ed una parola che ti ha maggiormente colpito o fatto pensare?

Ci sono 2 parole ricorrenti e sono RESPONSABILITA’ e CONOSCENZA. Viene fuori una consapevolezza forte da parte di tutti gli artisti che per cambiare c’è bisogno di un codice etico e di un impulso che deve venire da dentro, dal cuore (ricorre anche la parola Amore) e dalla mente, non dalla pancia e dai bassi istinti. La Conoscenza insieme al termine consapevolezza vogliono dirci che l’approfondimento, e non la superficialità insieme alla cultura sono l’unica via percorribile per un cambiamento che tenda al miglioramento.

-Quale pensi possa essere il linguaggio dei giovani? Se è vero che il messaggio aulico di studiosi, magistrati  è utilesolo agli addetti ai lavori ma non tocca le corde delle giovani generazioni sarebbe bene abbassare l’asticella.Almeno così si sente affermare anche a volte da parte dei benpensanti. Nel vostro caso si affida alla musica e ad un linguaggio piu’ semplice ritieni sia utile ?

Paolo Borsellino diceva sempre “Parlate della mafia. Parlatene alla radio, in televisione, sui giornali. Però parlatene”…e questo è un impegno sacrosanto che va portato avanti sempre. Oggi il linguaggio è cambiato molto. La comunicazione non verbale sta sostituendo completamente quella delle parole. Con “Musica contro le mafie” grazie ai vari progetti che facciamo nelle scuole con il supporto del Miur cerchiamo di costruire in questo senso. Di far diventare gli stessi giovani protagonisti e artefici della costruzione di questo nuovo linguaggio. Sono loro che ci insegnano… non è giusto dire “abbassare l’asticella” …perché il cambio di linguaggio è evoluzione e siamo noi che dobbiamo elevarci ai nuovi codici.

Questo libro è un tentativo di arrivare a loro, attraverso di loro… E’ un idea costruita da due generazioni che si sono incontrate… e hanno dato alla luce un frutto. L’dea di questo volume è quella di entrare nei luoghi che “frequentano i giovani” ma soprattutto in quei non luoghi (con le dovute accortezze e specifiche su questo termine) o luoghi virtuali come gli smartphone.

-Non c’è il rischio che il giovane senta solo la musica e non si soffermi ai contenuti ?

 

E’ un rischio che si potrebbe correre. Noi ormai quasi da dieci anni organizziamo un premio musicale che coinvolge artisti di ogni genere provenienti da tutta Italia. Un premio che ha una struttura particolare e che ha un percorso abbastanza lungo dal momento dell’iscrizione fino alla premiazione che facciamo da un po’ di anni a Casa Sanremo durante il Festival della Canzone Italiana. L’idea è quella di accendere i riflettori e l’attenzione sulla canzone “politica” nel senso piu’ alto e vero di questo termine…la canzone che abbia un messaggio e che abbia la capacità di arrivare…forte, dirompente, senza bisogno di ricerca per capire cosa dice. La musica che ti arriva come un pugno nello stomaco è una accoppiata perfetta di parole e scelta di note. Una composizione alchemica esplosiva. Il nostro contest premia sì, i testi e i messaggi ma premia soprattutto la capacità di queste canzoni di arrivare e di lasciare il messaggio che contengono al primo ascolto. Emozionando e mettendo dei tarli…che possano poi portare i piu’ giovani e non solo loro ad andare alla ricerca e scoprire. Le canzoni devono essere sono come l’innesco di una bomba… come la carica delle vecchie sveglie. Ed inoltre sono i ragazzi stessi a scegliere, attraverso una delle giurie con una grossa percentuale di influenza, gli artisti in finale e poi ad esser premiati…

Come è stata questa lavorazione ? Hai aneddoti particolarmente interessanti che potresti condividere?

E’ stata una lavorazione lunga, certosina…condivisa con tante persone che hanno dato il loro supporto, aiutandomi in questa ricerca, aiutandomi con alcuni contatti…! Marcello Ravveduto è l’unica voce scientifica di questo libro e la sua prefazione segna la rotta del lavoro che abbiamo fatto.  La lavorazione di un volume che vede coinvolti 100 artisti, si porta dietro contatti con almeno il triplo delle persone, management, etichette discografiche, uffici stampa…e tanto altro…! Ho sviluppato la temperanza e la pazienza, due cose, soprattutto la seconda, non proprio appartenenti al mio carattere. Quindi sono grato a questo lavoro !! (ride!! Ndr)

Aneddoti ce ne sono tanti: Quello che voglio citare riguarda un artista con il quale ho avuto anche in passato la fortuna di condividere una parte del mio percorso da musicista… è Claudio Lolli che ci ha fatto questo regalo preziosissimo dandoci le sue 3 parole chiave, il suo videomessaggio … ma non sapevo che di lì a pochissimo avrebbe intrapreso l’ultimo dei cambiamenti che ci sono concessi su questa terra…lasciandoci.

Una cosa che voglio ricordare, una poi delle parti divertenti di questa raccolta, è la ricezione del videomessaggio che si è rivelata simbolo della diversità di ogni artista, della moltitudine di personalità differenti che stava andando a comporre questo arcobaleno di note e di colori, tutti insieme e tutti determinati verso un unico obiettivo…costruire opportunità per chi non ne ha o ne ha di meno. Forme di protagonismo tese verso l’attenzione agli altri.  L’armonia.

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