Nocera, camorra e politica: scarcerato il 25enne accusato di corruzione

Scarcerato dopo una lunga detenzione in carcere, finito dentro perché beccato in casa, durante i domiciliari, con un'altra persona, Luigi Sarno

NOCERA. Scarcerato dopo una lunga detenzione in carcere, finito dentro perché beccato in casa, durante i domiciliari, con un’altra persona.

Lui è Luigi Sarno, giovane di 25 anni, che rientra tra 24 indagati nella maxi inchiesta conclusa dalla Procura Antimafia di Salerno, con un ruolo centrale nell’indagine detta “Un’altra storia“.

L’istanza

Dietro istanza del legale di fiducia, Bonaventura Carrara, ha ottenuto la scarcerazione ma con il divieto di dimora in provincia di Salerno.

Come riporta SalernoToday, la Dda colloca il ragazzo nell’orbita dell’ex boss Antonio Pignataro, muovendogli l’accusa di corruzione elettorale e tentata estorsione aggravata dall’articolo 7, il metodo mafioso. Fu proprio seguendo Sarno che i carabinieri del Ros montarono l’accusa per Nicola Maisto, ex consigliere comunale costretto alle dimissioni dopo l’avviso di garanzia.

Sarno sarebbe riuscito a corrompere diverse persone, tra gli indagati quasi un intero nucleo familiare, e indirizzare il voto verso alcuni aspiranti consiglieri.

Le indagini

Dopo il blitz dello scorso agosto, in Procura a Salerno furono convocati diversi consiglieri della maggioranza del sindaco Manlio Torquato. Alcuni di loro avevano confermato rapporti di mera conoscenza con il 25enne, respingendo però l’ipotesi di avergli chiesto un aiuto durante la campagna elettorale.

A seggi chiusi, però, Luigi Sarno fu intercettato mentre si diceva: «Devono pagarmi tutti quelli che sono saliti al Comune». Secondo l’Antimafia, avrebbe gestito il servizio di attacchinaggio di manifesti per alcuni candidati a sindaco, oltre che consiglieri.

I pagamenti e le preferenze

A suon di 40 e 50 euro, poi, avrebbe ottenuto preferenze di voto da alcuni elettori, con tanto di fotografia in funzione di “prova” sul telefono cellulare per confermare il voto.

Il resto dell’indagine

L’altra parte dell’indagine, invece non lo riguarda. Lo scambio elettorale politico-mafioso che ha mandato in carcere oltre ad Antonio Pignataro, il 25enne che si muoveva dietro sua autorizzazione secondo gli inquirenti, anche due aspiranti consiglieri ed un ex vice sindaco.

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