Nocera Inferiore, 16enne dell’incendio a Sarno in custodia cautelare

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Per un 16enne coinvolto nel devastante incendio sul monte Saretto a Sarno dello scorso 20 settembre, è scattata la custodia cautelare

Per un 16enne coinvolto nel devastante incendio sul monte Saretto a Sarno dello scorso 20 settembre, è scattata la custodia cautelare.

Nocera Inferiore, minorenne dell’incendio a Sarno in custodia cautelare

Nella mattinata odierna, i CC di Nocera Inferiore (SA), nell’ambito delle indagini coordinate dalla Procura dei Minori di Salerno relative all’incendio avvenuto a Sarno nei giorni 20 e 21 settembre scorsi, hanno eseguito l’ordinanza di custodia cautelare in I.P.M. emesso dal G.I.P. presso il Tribunale minori di Salerno, a carico di un giovane di 16 anni di Sarno.

Il minore, già conosciuto dalle FF.OO. si trovava al momento dell’esecuzione della misura, collocato in comunità, perché recentemente arrestato per detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti.

L’ordinanza cautelare

L’ordinanza cautelare veniva emessa all’esito di una intensa attività investigativa svolta inizialmente dai CC di Sarno e poi sviluppata dai CC di Nocera Inferiore sotto la direzione della Procura per i minorenni salernitana.

In particolare, durante le indagini, venivano in un primo momento raccolte le preziose testimonianze delle persone presenti, o abitanti nei luoghi posti nella prossimità dell’area in cui si era sviluppato il vasto incendio.

Le dichiarazioni

Tali dichiarazioni venivano poi riscontrate dagli esiti dei successivi accertamenti e, segnatamente, dall’acquisizione di video riprese che consentivano di identificare con certezza un gruppo di cinque ragazzi dei quali cinque minorenni, che in orario compatibile con quello, nel quale si era sviluppato l’incendio, si erano recati nell’area interessata dalla fiamme.

Successivamente, venivano raccolte le dichiarazioni testimoniali di tali giovani e con le garanzie di legge quelle dell’attuale arrestato, il quale, sostanzialmente, ammetteva i fatti.

Di seguito, a conferma del testimoniato acquisito, venivano sequestrati i telefoni cellulari in uso ai predetti giovani. Dalla lettura coordinata della messaggistica presente su tali telefoni, risultava confermato, con estrema chiarezza che il fatto delittuoso era riconducibile all’odierno arrestato.

Le indagini

Sulla base delle indagini complessivamente svolte, si è potuto ricostruire che il giovane arrestato aveva volontariamente e ripetutamente appiccato il fuoco a delle sterpaglie con un accendino, reiterano la sua condotta finché il fuoco non si è sviluppato in modo tragicamente incontrollabile.

Le indagini hanno pure evidenziato come il giovane arrestato aveva l’abitudine di scherzare con il fuoco anche in presenza degli amici, incurante delle possibili conseguenze delle sue gesta.

La vastità dell’incendio causato dalla condotta dell’indagato veniva documentato attraverso i sopralluoghi svolti da i CC Forestali e del 7° nucleo elicotteri dei CC.

Emergeva da tale attività, così come ritenuto nella richiesta della Procura dei Minori, a sua volta recepita dal G.I.P. Tribunale Minorenni che il grave incendio boschivo sviluppandosi per circa 24 ore, avesse dato origine anche ad un vero e proprio disastro ambientale aggravato così come previsto dall’art. 452 c.p.

In considerazione: le notevoli ripercussioni sull’ecosistema, essendo andati distrutti circa 20 ettari di rimboschimento e 5 ettari di macchia mediterranea, la cui ricostituzione risulta particolarmente onerosa e conseguibile esclusivamente attraverso interventi eccezionali;

l’offesa alla pubblica incolumità, poiché il rischio di propagazione delle fiamme al centro abitato ha reso necessaria l’evacuazione urgente di circa 40 abitazioni per un totale di circa 150 persone, con provvedimento del Sindaco di Sarno;

i diversi vincoli paesaggistici e ambientali gravanti sull’area interessata, in quanto area soggetta a rischio frane, Sito di Importanza Comunitaria, inclusa nel Parco Regionale del Bacino Idrografico del Fiume Sarno nonché tutelata per legge in quanto territorio coperte da foreste, boschi e macchia mediterranea.

Gli esperti dei Carabinieri della Forestale hanno stimato che per ripristinare lo stato dei luoghi e per provvedere al rimboschimento delle aree colpite sarà necessario un periodo superiore a 20 (venti) anni.

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