Cronaca

Noto ristoratore salernitano morto in ospedale, la denuncia della figlia: “Mio padre derubato durante l’agonia”

A denunciare l'accaduto è la figlia con un post sui social network

Non c’è pace per la famiglia di Giovanni Guzzo, il noto ristoratore di Novi Velia, morto in ospedale a seguito di un malore improvviso. L’uomo è stato derubato mentre si trovava in fin di vita nel nosocomio. A denunciare l’ignobile gesto è la figlia con un post sui social network.

Ristoratore di Novi Velia morto in ospedale, la denuncia della figlia

“Mio padre è stato derubato mentre lottava tra la vita e la morte”. Lo racconta la figlia del noto ristoratore. Durante l’agonia, a Guzzo sarebbe stato sottratto il portafogli con dentro i soldi che il 74enne aveva appena prelevato per andare a comprare i regali di Natale per i nipotini.

La denuncia sui social

In primis voglio ringraziare tutti i sanitari del pronto soccorso dell’ospedale di Vallo della Lucania e della Cardiologia dell’ospedale di Salerno per aver fatto l’impossibile per salvare la vita al mio caro papà.

…A te, che non saprei neanche come definirti, ma voglio farti i miei più grandi complimenti per aver messo le mani in tasca ad una persona in fin di vita, prendendoti tutti i soldi che aveva nel portafoglio, prelevati un’ora prima per fare i regali ai suoi cari nipotini.

Non so con quale faccia ti guardi allo specchio tutti i giorni.

Invece di svolgere il tuo lavoro derubi le persone che in quel momento hanno bisogno di assistenza …. Sono schifata, amareggiata e anche tanto arrabbiata: vergognati!!!!

Volevo soltanto dirti che io e la mia famiglia sappiamo tutto……:facevi vedere che eri triste, dispiaciuta e ti rendevi anche molto disponibile per quello che stava succedendo al mio papà

Tutte le persone che hanno saputo di questo gesto indescrivibile mi hanno detto di fare una denuncia, ma ho deciso con la mia famiglia di non farla.

Tutti devono venire a conoscenza di quanto accaduto per far sì che nn si ripeta più. Per questo ho deciso di fare un post su Facebook che penso valga più di una denuncia!“.

Articoli correlati

Back to top button