Momento storico per Olevano sul Tusciano, si dà il via ad un progetto per rilanciare il turismo nel comune

Si tratta di un progetto atto a valorizzare i luoghi caratteristici di Olevano sul Tusciano al fine di far rinascere il tuirismo all'interno del comune

Importanti flussi turistici giungeranno ad Olevano sul Tusciano, l’obbiettivo primario è quello di valorizzare le ricchezze del luogo, seguendo così le attuali tendenze del turismo mondiale. Dalla Grotta di San Michele, al trekking, passando per le ricchezze enogastronomiche, un progett0o a cura della Cassa Rurale di Battipaglia. Tutto rientra nel quadro del “turismo esperienziale”. D’Acunto dichiara: «Ci sono già importanti tour operator interessati». E questo, invece, è l’impegno del Comune: «Questo progetto rappresenta un momento storico per Olevano».

Il rilancio del turismo a Olevano sul Tusciano

Si tratta di un vero e proprio “colpo grosso”: «Ci sono già Tour operator importanti interessati a inserire Olevano sul Tusciano nei loro pacchetti». A confermarlo è Rosario D’Acunto, esperto nazionale di Offerta Turistica, che ha avuto modo di presentare nei giorni scorsi il progetto voluto dalla Fondazione Cassa Rurale Battipaglia e da Banca Campania Centro e donato al Comune di Olevano sul Tusciano, nonché redatto proprio dal professor D’Acunto, che – oltre a detenere una pluridecennale esperienza nel settore – risulta essere uno degli ideatori di un format di valorizzazione turistica dei piccoli borghi, realizzato alcuni anni fa dall’Università Sapienza di Roma.

Sulla vicenda si esprime un gaudente sindaco cella cittadina picentina, Michele Volzone: «Un progetto, accogliente, inclusivo e in grado di dare una svolta importante all’economia di Olevano sul Tusciano».

Le parole spese sul progetto

È un vero e proprio percorso di valorizzazione turistica di rete del piccolo centro dei Picentini, estremamente ricco di tante potenzialità in grado di attirare a sé flussi turistici a livello nazionale e internazionale, come si evince anche dal convegno internazionale del novembre scorso, in cui, a Salerno, studiosi provenienti da ogni angolo della terra hanno sottolineato l’unicità e la straordinarietà di quella che rappresenta una delle grotte-santuario dell’alto medioevo più importanti al mondo.

Silvio Petrone, presidente di Banca Campania Centro, evidenzia il senso di collaborazione, ma anche le motivazioni che son state determinanti per il raggiungimento di questo importante traguardo: «Siamo una banca di comunità che da 105 anni porta avanti valori che concretamente riguardano la valorizzazione dei nostri territori – dichiara Petrone – Sulle peculiarità di questa particolare comunità da alcuni anni stiamo lavorando per la sua crescita puntando sul nostro valore cardine: la cooperazione. Per questo progetto c’è bisogno che come le grandi barche cinesi con oltre 100 vogatori, iniziamo a lavorare in sincronia. L’intervento della Fondazione Cassa Rurale si pone in questa logica e siamo certi che l’Amministrazione Comunale e la cittadinanza di Olevano sapranno mettere a frutto questa opportunità».

Le tappe e le idee correlate al progetto

Il neopresidente della Fondazione, Federico Del Grosso, nel suo intervento sottolinea come la Fondazione Cassa Rurale Battipaglia, ha inteso questo progetto: «Pensiamo che solo attraverso progetti scientifici e concreti possano partire reali occasioni di sviluppo. L’incarico al professor D’Acunto ne è l’esempio e si inserisce in un cammino che la Fondazione ha avviato già da alcuni mesi con, ad esempio, proprio con il convegno internazionale dello scorso novembre sulla Grotta di San Michele».

Alessandro Di Muro, dall’università della Basilicata, fine studioso della storia dell’Alto Medioevo e attento conoscitore della Grotta di San Michele, ha avuto modo di effettuare un importante intervento: «La Grotta – sottolinea lo studioso – oltre ad essere un unicum nel panorama mondiale di queste tipologie, rappresenta anche un universo di conoscenze in movimento, capace di continuare a stupire come hanno confermato le più recenti ricchezze. Per questo può rappresentare anche un forte attrattore turistico a livello mondiale».

È stata data a Rosario D’Acunto la conclusione dell’incontro, che ha presentato – con dovizia di particolari – le motivazioni e le tappe del progetto. Una realtà a 360 gradi che ha come obbiettivo primario quello di coinvolgere l’intera comunità. «Il turismo esperienziale non solo va a valorizzare i luoghi, o la storia, o il gusto, o addirittura l’odore delle ricchezze di un territorio, ma anche la capacità di un’intera comunità di sentirsi parte del progetto: dal bambino che gioca per strada al centenario che sta sulla sua sedia davanti al portone di casa». D’Acunto ha poi presentato le tappe del progetto e il lavoro teso a coinvolgere per settori tutte le forze attive del paese.

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