Cronaca

Omicidio D'Onofrio: le indagini ostacolate dall'omertà

SALERNO. Omicidio D’Onofrio, le indagini ostacolate dall’omertà. Secondo quanto riporta Il Mattino infatti tutti i presenti ascoltati dagli agenti della Squadra mobile avrebbero dichiarato di non essere a conoscenza di nulla. Non hanno visto né sentito i tre colpi di pistola che hanno ucciso Ciro.

Alle 21.30 però in viale Kennedy le persone c’erano, eccome. Il giorno dopo il delitto gli agenti si sono messi all’opera per ricostruire la dinamica dell’accaduto. Al momento nessuna pista è stata esclusa. Per il questore Pasquale Errico si tratta di un regolamento di conti ma nulla ancora di sicuro. D’Onofrio era conosciuto alle forze dell’ordine e non solo per i suoi precedenti di spaccio, ma anche rapine.

Al momento qualche dettaglio potrebbe emergere dalle riprese delle telecamere dell’Asl che al momento sono al vaglio della polizia. Nel frattempo si attende il conferimento dell’incarico per l’esame peritale che dovrebbe dare agli inquirenti un arco di tempo ben preciso durante il quale è stato commesso l’omicidio.

Dalla scena del delitto inoltre emerge che D’Onofrio non sia morto sul colpo. I tre colpi di pistola sparati non hanno immediatamente spento la vita di Ciro, il quale ha compiuto una quindicina di passi circa, cadendo al suolo davanti al cancello di un chioschetto. 

E proprio il chioschetto pare essere un nuovo elemento sul quale investigare: secondo alcune voci il luogo scelto avrebbe un simbolismo sul quale al momento si sta tentando di gettare luce. A quanto pare si tratta di un messaggio da lanciare. A chi, ancora non è dato saperlo.

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