Cronaca

Operazione antimafia, blitz del Ros: 3 indagati a Salerno

Riguarda anche la provincia di Salerno e diverse altre città italiane l'operazione "Grande carro", dei carabinieri del Ros

I carabinieri del Ros e i colleghi dei comandi provinciali hanno dato esecuzione a misure cautelari emesse dal Tribunale di Bari nei confronti di 48 persone, indagate a vario titolo per associazione di tipo mafioso, riciclaggio, estorsione, concorrenza illecita con minaccia o violenza, sequestro di persona a scopo di estorsione, detenzione illegale di armi ed esplosivi, truffe per il conseguimento di erogazioni pubbliche. Coinvolta anche Salerno.

Blitz antimafia, coinvolta Salerno

Sono tre le persone indagate nell’ambito dell’operazione Antimafia coordinata dalla procura di Bari e che, nelle giornata di ieri, ha portato all’esecuzione di ben 48 ordinanze di custodia cautelari.

Indagata a piede libero Maria Desiderio di Angri, in carcere il salernitano Gerardo Pergamo e l’angrese Giuseppe Fiumara. Contestualmente ai provvedimenti cautelari i carabinieri del Nac di Salerno hanno anche eseguito il sequestro preventivo di quote societarie per tre milioni di euro. Pergamo, imprenditore nel settore dei trasporti eccezionali, si sarebbe rivolto al gruppo criminale per appiccare il fuoco sull’autogru della Guariniello Euronoleggio, società di Giovanni Guariniello, concorrente e potenzialmente con lui in conflitto, per scoraggiarne la concorrenza.

Per quanto riguarda invece Giuseppe Fiumara, avrebbe partecipato ad un complesso meccanismo fraudolento finalizzato alla truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche di carattere transnazionale nel settore agricoltura ai danni dell’Unione Europea facendo da tramite con società bulgare, fatte risultare al tempo stesso ditte costruttrici di macchinari industriali ed acquirenti di prodotti agricoli.

Le indagini

I provvedimenti scaturiscono da un’indagine avviata dal Ros che dopo la cattura del latitante Francesco Russo in Romania si è concentrata sulle dinamiche criminali riconducibili al gruppo pugliese Sinesi-Francavilla. Strutturata in «batterie», nel corso degli anni, il sodalizio ha subito un fenomeno di modernizzazione criminale che lo ha portato ad orientarsi verso un più evoluto modello di mafia degli affari.

Le indagini hanno consentito di documentare l’esistenza di una articolazione della batteria attiva a Foggia, Orta Nova (Fg), Ascoli Satriano (Fg) e Cerignola (Fg), con interessi su Rimini e l’alta Irpinia, nonché in Bulgaria, Romania e Repubblica Ceca. Il gruppo avrebbe esercitato una pressione estorsiva su aziende agricole, ditte di trasporti e di onoranze funebri, società attive nella realizzazione di impianti eolici e nel settore delle energie alternative le quali, a seguito di sistematica attività intimidatoria, per il versamento di percentuali sui ricavi/lavori ottenuti, costringendole ad affidare in subappalto ad aziende riconducibili al sodalizio l’esecuzione di contratti di lavoro, servizi e forniture, oppure a rinunciare alle commesse già ottenute.

È stata riscontrata la riconducibilità di una serie di imprese operanti nei settori edile, movimento-terra, trasporti, ristorazione e del gaming (queste ultime sedenti in Emilia Romagna), alla Batteria che, tramite prestanomi, costituiva ex novo società, oppure infiltrava gli assetti societari esistenti. Di particolare rilievo è l’ulteriore porzione dell’indagine condotta in sinergia dal Ros e dal Reparto Carabinieri Tutela Agroalimentare di Salerno, sotto la direzione della Procura Distrettuale di Bari che ha consentito di individuare un complesso e sofisticato sistema di truffe finalizzate all’indebita percezione dei fondi per l’agricoltura dell’Unione Europea.

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