Ospedale di Cava de’ Tirreni, si dimette un medico e il pronto soccorso va nel caos

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Ospedale di Cava de' Tirreni, si dimette un medico e il pronto soccorso va nel caos. Dal primo maggio un medico ha rassegnato le dimissioni

Ospedale di Cava de’ Tirreni, si dimette un medico e il pronto soccorso va nel caos. Dal primo maggio un medico ha rassegnato le dimissioni. Solo quattro camici bianchi al pronto soccorso non riescono a coprire i turni di guardia anche ricorrendo agli straordinari.

Ospedale di Cava de’ Tirreni, pronto soccorso nel caos

Una situazione di emergenza divenuta ancora più grave perch l’opportunità di chiedere un aiuto ai reparti di chirurgia ed ortopedia è risultata vana perché nelle stesse divisioni ci sono organici carenti, senza tener conto di medici che sono esentati dai turni al pronto soccorso.

L’allarme dei medici

Ed ora resta un unico interrogativo: come fare per garantire la guardia al pronto soccorso? Il grido di allarme è stato lanciato dagli stessi sanitari dell’ospedale Santa Maria dell’Olmo.

«Siamo di fronte ad una vera e propria situazione di emergenza – spiegano i camici bianchi – Il primo maggio un medico del pronto soccorso ha dato le dimissioni e l’organico si è ulteriormente dimezzato scendendo a 4 medici. Un numero che non consente di coprire i turni di guardia pur ricorrendo agli straordinari». Dal pronto soccorso è partita la richiesta di avvalersi dei medici della chirurgia e dell’ortopedia. «Purtroppo questo neppure è stato possibile – spiegano – Nelle divisioni di chirurgia e ortopedia gli organici sono già ridotti dunque non possono coprire i turni anche nella divisione di emergenza tra l’altro nei reparti di chirurgia ed ortopedia ci sono alcuni camici bianchi che sono esentati dai turni al pronto soccorso».

Inoltre, nei giorni scorsi si è registrata un ulteriore uscita per malattia di un chirurgo. «Non ci vogliono tante parole – ammettono – Ci sono pochi medici. Non si riesce a coprire i turni di guardia. Non possono smontare perchè non ci sono colleghi a dargli il cambio». Nei mesi e negli anni passati l’emergenza organici riguardava soprattutto il reparto di rianimazione dove il personale era molto carente con notevoli ripercussioni con l’attività operatoria. Nei mesi estivi la situazione stava precipitando con il rischio del blocco totale degli interventi anche quelli di emergenza.

Un pericolo evitato grazie al sacrificio dei rianimatori in servizio che rinunciarono alle ferie estive, garantendo così la copertura dei turni per le sale operatorie, assicurando le operazioni di emergenza e rinviando quelli programmati. Lo stop è stato poi prolungato a causa dei lavori di ristrutturazione delle sale operatorie per la ripavimentazione.

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