Cronaca

Ospedale di Battipaglia: «mia mamma nel sudiciume», la denuncia di una cittadina

BATTIPAGLIA. «È mia mamma, e l’hanno lasciata nel sudiciume», questo quanto denuncia una cittadina di Battipaglia a La Cittàoggi in edicola. Si chiama Marika Agnese Nasti, classe ’64, e accusa lo staff dell’unità di chirurgia generale del Santa Maria della Speranza.

La madre, a cui recentemente è stato asportato un pezzo di stomaco, ha il volto sfibrato, nascosto dalla mascherina dell’ossigenoterapia, le braccia piene di lividi. Corpo emaciato al quale sono attaccati i cavi dei drenaggi della borsa di cibo per l’alimentazione artificiale. Sull’addome ancora la cicatrice dell’operazione.

La signora non si trova in una delle stanze di terapia intensiva, nonostante le condizioni gravissime. Si trova in una sala comune, che divide con tre persone: due ragazzine ed una signora. «Ieri, durante l’orario di visita, in questa stanza c’erano venti persone – denuncia la figlia -. C’è pure chi parla al telefono a voce alta, perché le condizioni degli altri pazienti non sono gravi come quelle di mia mamma».

Fino a lunedì si trovava in quelle stanze isolate che garantivano tranquillità dopo un intervento serio come quello a cui l’anziana donna è stata sottoposta. Poi, però, è stata spostata perché «clinicamente normale». La signora si è quindi ritrovata in un ambiente del tutto diverso, dove a detta della figlia «regna l’indifferenza; di notte non ho mai visto un medico in stanza; non ci sono federe e le lenzuola, sudicie, non vengono sostituite».

Un capovolgimento totale rispetto al reparto di rianimazione dove la donna «è stata seguita in maniera eccellente – ha dichiarato la figlia – il reparto funziona con umanità e professionalità».

Le condizioni delicate post operazione, a detta di Marika, non consentirebbero alla donna di stare di rimanere nella sala comune: «non può starci – continua – perché sta troppo male; non credo che possa sopravvivere. Qualche medico m’ha detto che abbiamo votato male e ora ne paghiamo le conseguenze».

Il direttore sanitario Mario Minervini risponde: «questo è gossip» così definisce le accuse rivolte allo staff medico.

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