Cronaca

Ospedale di Ravello, laboratori di analisi aperti solo il martedì: caos tra gli utenti

Caos all’ospedale Costa d’Amalfi di Castiglione di Ravello: i laboratori di analisi sono aperti solo il martedì. Il panico dilaga tra gli utenti.

Problemi all’ospedale Costa d’Amalfi

«Una sanità da terzo mondo». Questo il commento a caldo di Andrea Cretella in nome dell’associazione “Mani Pulite” e de Tribunale del malato alla luce dei gravi disservizi vissuti dalla popolazione della Costiera Amalfitana a causa della chiusura quasi totale del laboratorio di analisi all’interno dell’ospedale Costa d’Amalfi di Castiglione di Ravello. A riportarlo è il quotidiano “Le Cronache”.

Situazione vergognosa dunque presso il laboratorio analisi dell’Azienda Sanitaria Locale Salerno 1 a Castiglione di Ravello. Il laboratorio in precedenza era aperto al pubblico due giorni a settimana il martedì e venerdì mattina ma da mesi la direzione dell’azienda sanitaria ha disposto l’apertura del laboratorio di analisi un solo giorno alla settimana, il martedi.

Da questa situazione in corso dunque i notevoli disagi per l’utenza costiera che è costretta a code interminabili e numerosi sono stati i malori a causa dei lunghi tempi di attesa e dunque si giustifica l’ira di Andrea Cretella di “Mani Pulite”.

«Con questa decisione si stanno creando notevoli disagi e problemi all’utenza della Costiera Amalfitana. Per effettuare un prelievo si attende ore e ore, molte persone con problemi di glicemia, durante l’attesa hanno subito malori». Il presidente deltribunale del malato, Andrea Cretella ha inviato dunque una nota di protesta alla direzione generale dell’Asl Sa uno chiedendo l’ immediato ripristino dell’ apertura per tutta la settimana del laboratorio di analisi per far fronte alle esigenze dei pazienti della Costiera Amalfitana.

«I cittadini della Costiera Amalfitana non sono cittadini di serie b – incalza Cretella – sono cittadini che già vivono numerosi disagi per via di trasporti e logistica e non li si agevola nemmeno per la salvaguardia della loro stessa salute, ora basta».


Adriano Rescignoda da Cronache

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