Cronaca

Ottati, sindaco diventa padrino di bimba migrante: “Un segnale forte”

OTTATI. Una bimba migrante ed attualmente ospite del progetto Sprar ad Ottati ha ricevuto il Sacramento del Battesimo ed a farle da padrino e madrina sono stati il sindaco e sua moglie.

È questo quello che è successo a Monica, la bimba del Ghana, ospite con la famiglia, papà Ghideon e mamma Esther, del progetto Sprar ad Ottati.

A farle da padrino e madrina sono stati, infatti, il sindaco Eduardo Doddato e sua moglie Renata.

Il sacro rito, secondo quanto riporta Il Mattino, è avvenuto nella chiesa della SS. Annunziata di Ottati, ieri mattina, è stato celebrato dal parroco don Ivan Sarto.

Sindaco diventa padrino di una bimba migrante, le dichiarazioni

“Accogliere, proteggere, promuovere, integrare: sono i 4 verbi scelti da papa Francesco per la 104esima Giornata mondiale del migrante e del rifugiato, che si celebra il 14 gennaio – fanno sapere dalla cooperativa La Rada, che gestisce il progetto – Da tempo proviamo a praticarli attraverso l’accoglienza diffusa, l’ospitalità di quattro o cinque nuclei familiari per ciascun comune spesso a rischio di desertificazione.

I nostri auguri ai genitori Esther e Ghideon e il nostro grazie al sindaco Eduardo Doddato e consorte, e all’intera comunità di Ottati che ha saputo accogliere, proteggere, promuovere, integrare”.

“La comunità ottatese ha partecipato con gioia alla celebrazione – sottolinea don Ivan – sfatando le paure e le diffidenze iniziali. Oggi facciamo veramente esperienza dell’esser fratelli”.

“Ho voluto dare un segnale forte e preciso – sottolinea Doddato – Ottati e gli ottatesi sanno accogliere, proteggere, promuovere ed integrare.

Favorire l’integrazione sociale con la comunità, la permanenza delle scuole, l’economia degli esercizi commerciali locali, l’occupazione di persone del posto, la riapertura di case sfitte e l’introito delle relative locazioni.

In sintesi, occupandosi delle persone meno fortunate di noi e favorendo il sociale si favorisce anche lo sviluppo economico del nostro piccolo borgo”.

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