Pagani, esplode la polemica sulla strada intitolata ad Antonio Esposito Ferraioli

Esplode la polemica a Pagani sulla strada intitolata ad Antonio Esposito Ferraioli, il sindacalista paganese ucciso il 29 agosto della camorra

Esplode la polemica a Pagani sulla strada intitolata ad Antonio Esposito Ferraioli, il sindacalista paganese ucciso il 29 agosto della camorra. Tutto è nato da una dichiarazione del nuovo sindaco Alberico Gambino.

Esplode la polemica a Pagani sulla strada intitolata al sindacalista Antonio Esposito Ferraioli

Scoppia la polemica a Pagani per la strada intitolata al sindacalista Antonio Esposito Ferraioli. Tutto è nato da una dichirazione del sindaco Alberico Gambino, che, a margine del primo consiglio comunale, si è riferito all’anteprima del cortometraggio “Tonino”, realizzato in ricordo del sindacalista, durante la quale non è stato citato quale promotore dell’intitolazione della strada al ventisettenne.

Nel mirino di Gambino finiscono l’associazione Libera e i familiari dello Ferraioli: “Io ho infinita ammirazione per persone come Tonino Esposito Ferraioli, che si è sacrificato per combattere la camorra. Durante la presentazione del bel corto realizzato a Pagani, sono stato mortificato da persone di cui non ho stima, perché stipendiati da questa associazione per parlare di camorra anche quando non c’è, che hanno non hanno ricordato la strada da me intitolata.

Visto che nemmeno la famiglia Esposito Ferraioli ha detto una parola, se dà fastidio che un sindaco di centro destra intitoli una strada ad una vittima della camorra, inviterò il consiglio comunale a far tornare quella strada il nome di via Filettine”.

La replica

Parole inaspettate che hanno generato l’indignazione di tanti, in primis della famiglia Esposito Ferraioli. “Il primo atto del nuovo sindaco di Pagani è stato togliere il nome di mio fratello Tonino dalla strada a lui intitolata – scrive su Facebook Chiara Esposito Ferraioli – Bella iniziativa signor Gambino! Al di là delle chiacchiere, ha dimostrato da che parte della legalità sta. Dopo questa iniziativa penso che lei non sia nemmeno degno di pronunciare il nome di mio fratello”.

 

 

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