Chiedono un permesso di costruzione per un pergolato, ma realizzano un salone panoramico da 300 posti: abusivismo edilizio all’agriturismo Tenuta Porta Ventura di Roccadaspide

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Chiedono un permesso di costruzione per un pergolato, ma realizzano un salone panoramico da 300 posti: abusivismo alla Tenuta Porta Ventura di Roccadaspide

Doveva essere un pergolato a servizio di una struttura già esistente, ma era diventato un salone panoramico con vista su piscina e colline che poteva ospitare anche 300 persone. Un abuso edilizio evidente e persino pubblicizzato su Facebook dall’agriturismo Tenuta Porta Ventura di Roccadaspide. Talmente grande da costringere la proprietà ad abbattere la struttura realizzata in assenza di un permesso di costruzione senza contestare l’ordinanza di demolizione emessa dal Comune.

Abuso edilizio a Roccadaspide: pergolato diventa sala panoramica

A seguito della presentazione di una Scia,  l’agriturismo Tenuta Porta Ventura comunicava di voler realizzare, alla località Tempalta, un “pergolato a servizio di una struttura già esistente”. La struttura veniva realizzata e subito pubblicizzata. Dal sito di Tenuta Porta Ventura, la proprietà presentava pubblicamente la struttura realizzata come la nuova sala “Roof Garden”. Scrivendo: “Ecco a Voi ”Roof Garden”, la nostra nuova sala panoramica: può ospitare fino a 300 persone che qui avranno la possibilità di pranzare in una sala coperta e climatizzata ma con vista a 380° sull’area a bordo piscina e sulle verdi colline circostanti. Ti sembrerà di toccare il cielo con un dito…”.


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Lungi dall’essere quello che veniva dichiarato con la Scia presentata, era in realtà una nuova struttura, e cioè una sala chiusa e coperta di oltre 300 metri quadrati, realizzata con travi di ferro fissati al terrazzo mediante piastre e ferri di ancoraggio, con una struttura portante secondaria in travi di ferro, con un sistema di irrigimentazione delle acque piovane della copertura, installazione di canali di gronda e pluviali fisse, un sistema di impianto di aria condizionata per il riscaldamento e la refrigerazione, elementi di climatizzazione degli ambienti ancorati e fissati stabilmente alla struttura, binari per la tenuta e lo scorrimento delle tende retrattili impermeabili, deputate alla copertura e alla chiusura delle pareti laterali della struttura.

Altro che pergolato…

A seguito di varie denunce provenienti da terzi ignoti, i Carabinieri e il Responsabile dell’Ufficio Urbanistico del Comune di Roccadaspide effettuavano un sopralluogo, accertando l’abuso edilizio. La struttura non poteva essere classificata come pergolato, ma era in realtà a tutti gli effetti una nuova costruzione, soggetta quindi a permesso di costruire che non c’era e non poteva mai essere richiesto. La zona, infatti, è classificata urbanisticamente come “zona agricola”. Veniva, pertanto, avviato il procedimento amministrativo ai sensi della legge 241/90, con la formale comunicazione di avvio del procedimento ex art. 10, ai fini dell’emissione di ordinanza di abbattimento.

A seguito della notifica di tale atto, la proprietà dell’Agriturismo provvedeva volontariamente, in considerazione delle rilevate e contestate illegittimità, ad eliminare tutti gli elementi costitutivi della struttura, lasciando in piedi solo i pilastri laterali, e tale eliminazione o abbattimento veniva eseguita nei termini assegnati per legge e poi comunicata formalmente al comune.

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Le parole dell’ex sindaco Auricchio

La vicenda è stata ricordata dall’ex sindaco di Roccadaspide (oggi vicesindaco) Girolamo Auricchio, in una nota pubblicata su Facebook

“Ora qualcuno si lamenta che è così facendo si è impedito di sostenere l’economia locale.

Ma la domanda è: la struttura doveva essere lasciata così? Bisognava forse dire agli organi inquirenti di non procedere, di desistere? E’ giusto che qualcuno faccia il furbo e abusi della situazione, dicendo di voler fare una cosa e poi ne fa un’altra? E’ giusto che chi rispetta le regole venga penalizzato e chi fa il furbo venga premiato? Esistono le regole o no? E se esistono vanno rispettate o vanno violate?

E se le regole vengono violate, e si accerta che sono state violate, è giusto o no che chi ha il dovere di controllare e farle rispettare agisca per ripristinare la legalità, o bisogna rivolgere lo sguardo dall’altra parte e far finta di niente? Domande semplici.

Questo è quello che è successo, e questo é quello che è stato accertato e documentato, nero su bianco.

Allora, ai benpensanti, a quelli che parlano (facendo però solo chiacchiere, oltre che i c…xi loro) di impresa, di sviluppo, di progresso, di crescita, domando semplicemente: così si aiuta la crescita economica e si sostengono le attività imprenditoriali? facendo i furbi, approfittando e violando le regole? Questo è il progresso?

Io penso invece che così si distrugge l’economia, si distruggono le imprese, quelle serie, quelle oneste, che pagano le tasse, quelle che rispettano le regole, perché vengono messe in una condizione di inferiorità e di non poter essere competitive sul mercato, perché il mercato, se si avalla questo modo di fare, cioè di violare impunemente le regole, risulta drogato.

Perché così pensando e facendo si consente, ad esempio, ad alcuni di fare opere senza averne titolo o a non pagare gli oneri dovuti (nella specie di urbanizzazione) semplicemente facendo ricorso a stratagemmi vari (un pergolato per fare una nuova sala chiusa con aria condizionata, orpelli vari etc…), finendo così per penalizzare, e pesantemente, quelli che le regole, invece, le rispettano e le tasse le pagano.

Io penso che tutti debbano rispettare le regole, perché nessuno è al di sopra della legge, che tutti debbano avere le stesse possibilità e non che alcuni debbano subire le limitazioni dei divieti e non avere la possibilità di espandersi, perché le norme non glielo consentono e perché loro correttamente le rispettano, mentre altri – quelli che pensano che con i soldi si possono comprare tutto (a sentir loro anche gli inquirenti) e quindi possono violarle a piacimento – si allargano e si ingrandiscono ingiustamente a danno degli onesti. E’ giusto tutto questo?

E questo vale anche per la corretta concorrenza, se alcune imprese svolgono la stessa attività (ad es. di ristorazione) e stanno sullo stesso mercato, è giusto che alcuni paghino le tasse per fare tale attività (di ristorazione) e altri, facendo la stessa cosa, beneficino invece di agevolazioni fiscali varie (IMU, Irpef, Tarsu etc.)?

Io penso che se tutti fanno attività di ristorazione tutti devono pagare le tasse previste per lo svolgimento di tale attività, perché non è giusto che chi fa ristorazione paghi le tasse fino all’ultimo centesimo mentre altri che fanno la stessa cosa si nascondono e camuffano dietro la dicitura “Agriturismo”, per beneficiare di importanti agevolazioni fiscali ed essere più competitivi.

E sia ben chiaro le imprese che fanno agriturismo nel nostro comune fanno veramente attività agrituristica, usano cioè prodotti agricoli, che producono direttamente nelle loro aziende, non fanno menu a base di pesce con società di catering esterne che propongono menu della nouvelle cousine.

Ora, se questo è giusto ditelo voi, per me non lo è, e lo dico apertamente, senza peli sulla lingua, anche al Bellicapelli di turno, così tristemente intrappolato nella sua vana illusione di essere ….. ambasciator di bella presenza. Si, proprio una bella presenza, direi uno scienziato, uno che vale tanto quanto pesa, peccato solo che la bilancia non faccia differenza tra oro e sterco”.

 

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