Cronaca

Chiede permessi in banca per accudire il padre, invece fa solo video su TikTok: licenziato

L’istituto di credito ha affidato le indagini a un investigatore privato. E Marco Gallo scopre il bancario star sui socia

Un cassiere è stato licenziato dopo aver richiesto dei permessi in banca per accudire il padre, invece avrebbe fatto solo dei video su TikTok: il caso spunta a Salerno. L’istituto di credito ha affidato le indagini a un investigatore privato. E Marco Gallo scopre il bancario star sui social.

Salerno, chiede permessi per accudire il padre ma fa video su TikTok

In queste ore sta spopolando la notizia di un cassiere, star dei social, licenziato per aver chiesto i permessi per accudire il padre. A confermare il nuovo caso è Marco Gallo, il detective salernitano titolare dell’Asi Global Consultants, da oltre venticinque anni leader nel settore. Proprio in questi giorni aveva portato avanti un compito molto delicato.

Le indagini

“Un istituto di credito della provincia – racconta Gallo – ci ha chiesto di fare indagini su un cassiere, un uomo sui 40 anni, che periodicamente si assentava dal lavoro ottenendo permessi per assistere il padre malato. Abbiamo così cominciato a fare appostamenti davanti all’abitazione del bancario sperando di coglierlo nel momento in cui si allontanava da casa”.

Ma il monitoraggio pare non aver alcun effetto negativo, almeno in un primo momento, in qunato l’uomo non usciva mai. “Ci eravamo un po’ sconfortati quando un giorno lo vediamo nel giardino che si dimena in una specie di balletto scoordinato. Cerchiamo di capire meglio che sta facendo e a quel punto notiamo che sul cancello c’è sistemato uno smartphone che lo sta riprendendo. È chiaro che sta producendo materiali per i social e allora la nostra indagine si sposta subito sul web”.

La ricerca

La ricerca produce effetti immediati. Basta aprire l’app di Tik Tok, digitare il suo nome ed è uscita fuori una sfilza di filmati per intrattenere il popolo social: balletti, doppiaggi di canzoni e amenità varie.

“Documentiamo che il signore in questione sta fino a tre ore al giorno a produrre video per i suoi follower, circa 250 persone, che condividono le sue performance e si divertono”. L’istituto di credito ovviamente prende subito in mano la situazione e licenzia il dipendente tiktoker. L’uomo non l’ha presa bene e ha messo tutto nelle mani di un avvocato. “È incredibile come i social siano diventati la nostra primaria ragione di vita, non a caso ce ne accorgiamo quando la batteria è scarica o ci troviamo in posti senza connessione. Allora siamo presi dalla nomofobia, la paura di restare sconnessi, una patologia di cui vado a parlare gratuitamente nelle scuole”.

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