Cronaca

Pestaggio Langella, gli amici di Mezzakim: "Torneremo a Eboli"

EBOLI. Nuove informazioni sul pestaggio di Aniello Langella, il pestaggio con rapina da 50mila euro di qualche giorno fa: dalle immagini delle telecamere arrivano le prime conferme.

Le persone in fuga, come riportato da ilmattino, sono tre: due uomini e una donna.

Il latitante più temuto è l’ucraino muscoloso, quello che più probabilmente è stato l’autore diretto del pestaggio. L’ucraino vestito di nero, titolare di un bar in centro, ha trascorsi nell’esercito del suo Paese. Il bar che gestisce è chiuso dal giorno del pestaggio.

Poche, invece, sono le informazioni che si hanno sugli altri due fuggitivi.

Il pm Cardea, titolare delle indagini, nelle prossime ore verificherà la credibilità delle dichiarazioni di Aniello Langella, della moglie e della donna ucraina che ha subito la rapina da 50 mila euro.

L’ex direttore sportivo del Savoia Langella ha riportato numerose fratture al volto.

«Mezzakim», questo è il soprannome di Langella, è stato picchiato con una cazzottiera.

I carabinieri di Eboli che conducono le indagini si avvalgono della collaborazione dei colleghi di Torre Annunziata. Le forze dell’ordine valutano l’ipotesi che Langella sia venuto a Eboli per riscuotere dei soldi dagli ucrainiCrediti maturati in un contesto non ancora chiaro.

Una volta entrato nell’appartamento con la moglie, Langella è stato legato alla sedia e torturato per diversi minuti. I pugni con la cazzottiera lo hanno sfregiato forse in maniera permanente. Appare strano l’atteggiamento della proprietaria di casa.

La donna ucraina ha subito una rapina con danni ingenti senza mostrare un filo di spavento. All’arrivo dei carabinieri, la signora si è affacciata alla finestra per chiedere ai figli di raggiungerla in casa. Il tutto con un tono di voce pacato e rilassato.

I militari dovranno capire se i 50mila euro erano della donna straniera e appurare, soprattutto, la natura della ingente somma di denaro.

In città intanto si teme una ritorsione.

Molti amici di Langella, giunti in ospedale venerdì pomeriggio, hanno espresso in pronto soccorso diversi propositi di vendetta: «Torneremo a Eboli per vendicare Aniello», hanno dichiarato i torresi davanti a medici e infermieri.

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