Cronaca

Piantagioni di droga, chiuso l’Hempatia a Cava de’ Tirreni

CAVA DE’ TIRRENI. Sigilli all’Hempatia. La Squadra mobile in azione ieri a Cava de’ Tirreni nell’ambito dell’operazione antidroga “Giardini segreti” condotta della polizia nelle provincie di Alessandria, Brescia, Caltanissetta, Catanzaro, Chieti, Genova, Imperia, Lecce, Milano, Napoli, Salerno e Savona.

L’indagine della Dda di Catanzaro si concentra su Emanuele Mancuso, rampollo della famiglia Limbadi di Vibo Valentia. Gli agenti hanno scoperto tre piantagioni, per un totale di 26mila piante di marijuana che avrebbero fruttato circa 20 milioni di euro. Piantagioni nate grazie a semi acquistati per collezione dal sito hempatia.com, oggi oscurato, ed è in corso di accertamento se lo siano stati anche da una decina negozi collegati.

Chiuso l’Hempatia a Cava de’ Tirreni

Mancuso, figlio di Pantaleone, oggi collaboratore di giustizia, acquistava online semi di canapa indiana e concime. «Dal sito hempatia.com – ha spiegato il capo della Squadra mobile Giorgio Grasso –, gestito da una società con sede a Genova e altre sedi secondarie in tutta Italia, al cui titolare è stato contestato il reato di istigazione a delinquere.

La delocalizzazione delle attività ha portato all’impiego di oltre 200 uomini della Polizia e a perquisizioni in tutto il Paese». Con questi semi venivano create le piantagioni dalle quali traeva la marijuana che immetteva sulle piazze di spaccio.

Il network basato sul cosiddetto oro verde in capo a Mancuso «gestiva tutte le fasi, dai semi alla coltivazione, fino a taglio, essiccazione e vendita. E lo smercio non era concentrato soltanto a Vibo ma anche in altre zone d’Italia. L’attività ha portato al sequestro di svariati chilogrammi di marijuana».

Chiudi tutti i negozi in franchising

Tra i negozi in franchising di hempatia.com c’è anche quello di Cava, in via Marcello Garzia, in pieno centro. Ieri, nell’esercizio commerciale sono arrivati gli agenti della Mobile di Salerno che hanno perquisito il locale. Il negozio è stato chiuso sulla base del decreto di sequestro preventivo emesso dall’autorità giudiziaria calabrese; il giovane titolare non risulta indagato.

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