La poesia di Milena Cicatiello nel volume “Petali d’incoscienza”

Milena Cicatiello

Sarà pubblicato il 30 maggio il volume "Petali d'incoscienza" della poetessa Milena Cicatiello, di Capaccio Paestum. Si tratta di una raccolta di poesie

Sarà pubblicato il 30 maggio il volume “Petali d’incoscienza” della poetessa Milena Cicatiello, di Capaccio Paestum. Si tratta di una raccolta di poesie che è frutto dell’incontro, assolutamente originale, di poesia e diritti umani. È la prima pubblicazione di Milena Cicatiello, edita da Bertoni Editore.

Petali d’incoscienza di Milena Cicatiello

«Questa mia prima pubblicazione è il frutto di un’ insolita intuizione – racconta Milena Cicatiello – ossia l’idea di far incontrare, in una sola opera, le mie due grandi passioni, la poesia e i diritti umani. Dunque la mia poetica è una poetica socialmente impegnata.

Per troppo tempo la politica ha strumentalizzato il dolore di tante persone, dimenticandosi che abbiamo a che fare con esseri umani. Ha parlato di alzare muri, di chiudere porti, e ancora di secessione, creando meccanismi di inclusione- esclusione nel tessuto sociale e omologando il comune sentire al pensiero dominante, istigando all’odio, alla violenza, o, peggio ancora, al disimpegno e al disfattismo.  La parola  ha assunto sempre più le sembianze di un veicolo spietato nelle mani della propaganda e del populismo. Questo libro vuole essere il mio viaggio in direzione ostinata e contraria, con lo sguardo sempre rivolto all’umano, agli emarginati, agli ultimi. Il mio messaggio d’amore universale. La mia piccola rivoluzione».

Petali d'incoscienza di Milena Cicatiello

Il punto di partenza è una rosa che perde i suoi petali

La poetessa racconta che «il punto di partenza del viaggio è una rosa che perde i suoi petali: sono io che ho perso la mia protezione, il mio manto, tutte le mie certezze; ma, in compenso, senza i miei petali, sono  finalmente libera e in aperto colloquio col mondo. Riesco a guardare oltre me stessa. Sono livida e spoglia, è vero, ma questo mi permette di accorgermi finalmente dell’altro. Di percepirne il mio stesso dolore esistenziale. Di accettarlo non malgrado la diversità, ma proprio perché è diverso da me. Di accostarmi al suo vissuto senza preconcetti, di accettare i suoi limiti e le sue fragilità esattamente come ho imparato ad accettare i miei limiti e le mie fragilità. Di rispettarne la diversità e l’unicità come un arricchimento anche della mia persona.

La rosa, e quindi il mio Io, frammenta, diventa polline per qualcosa che verrà. Forse la speranza di un mondo migliore. Non è più un Io “assoluto” (la rosa), è un Io “parte del Tutto” (i petali che ha perduto nel mondo). Quindi non sono più Io il centro dell’Universo, bensì la natura umana, che ha molteplici sfaccettature, ma che tutti ci accomuna».

Nei versi di Milena Cicatiello, «la parola si riscatta e riabilita sentimenti di umanità e condivisione. Si fa nuovo sentiero da tracciare nel mondo, per attraversare il deserto dell’ incomunicabilità e accorciare le distanze siderali che ci separano. E l’incoscienza è il suo motore immobile : giacche è solo nell’incoscienza che la parola torna a viaggiare, finalmente libera dalle barriere delle convezioni e del pregiudizio».

Petali d'incoscienza di Milena Cicatiello

Chi è Milena Cicatiello?

Milena Cicatiello è nata nel 1990 e vive a Capaccio Paestum da più di 20 anni. È laureata in giurisprudenza e appassionata di poesia, letteratura e diritti umani. Da anni è impegnata sul territorio in attività di volontariato, accanto alle persone diversamente abili e relatrice di rassegne letterarie. Dal 2017 partecipa ai concorsi letterari ed ha ricevuto diversi premi e riconoscimenti, tra cui il primo posto nei concorsi Marietta Parlati e We are the world (entrambi nel 2019).

Riconosciuta su Wikipoesia alla voce “Poeti contemporanei”, collabora con il periodico locale “Il Commendatore” e cura la rubrica “Maledetti poeti” per la piattaforma Mondo  Tv.

Milena Cicatiello


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Poesia manifesto:

“I muri non fermano il vento”

Hanno costruito un muro
per ogni costume che non si conviene,
per ogni razza che non ci appartiene,
per ogni folle che non si contiene.
Eppure il vento soffia stanotte,
s’ infila tra le vesti,
batte contro le finestre.
Sì, il vento continua soffiare
nelle radure desolate del pensiero,
diventa vento più forte,
trascina voci di piazza e si fa sentire.
E benché tu gli abbia opposto
il tuo muro di noia,
di violenza,
di rabbia,
di indifferenza:

I MURI NON POSSONO
FERMARE

IL VENTO.

 

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