Porto di Salerno, irregolarità nei turni di lavoro: la denuncia degli interinali

camionista

I lavoratori interinali del porto di Salerno hanno denunciato irregolarità nella gestione dei turni di lavoro e poca trasparenza lavorativa

SALERNO. I lavoratori interinali del porto di Salerno hanno denunciato irregolarità nella gestione dei turni di lavoro, ma anche tante altre problematiche legata alla trasparenza lavorativa.

Gli interinali del Porto di Salerno denunciano: turni di lavoro irregolari e poca trasparenza lavorativa

Porto in fallo. La situazione relativa all’impiego delle risorse lavorative attualmente presenti all’interno del Porto commerciale di Salerno appare, infatti, molto poco chiara: la denuncia arriva proprio dai lavoratori interinali che, già da tempo, segnalano irregolarità nell’andamento delle attività lavorative eseguite all’interno dell’area portuale. Sono vari i lavoratori interinali che hanno infatti notato, sulla loro pelle, una gestione quasi anarchica delle attività lavorative all’interno del molo.

«Ci sono aziende che gestiscono i turni di lavoro a loro piacimento, andando anche contro le leggi vigenti – denunciano i lavoratori – Molte volte si lamentano mancanza di turni, anche se in realtà ci sono. Tutto questo per non alzare il classico polverone su ciò che non viene gestito con trasparenza e regolarità». I lavoratori interinali registrano infatti una situazione di organizzazione lavorativa che si traduce in “operatori portuali e di mezzi meccanici costretti dalle ditte insediate al porto a effettuare doppi turni di lavoro a orario continuato”, facendo rilevare “irregolarità sulle leggi vigenti, obbligando il lavoratore ad avere almeno sei ore di riposo, nella totale insicurezza in materia di lavoro. Ci si chiede, allora: i turni ci sono? Perché, allora, non ampliare il lavoro ad altri dipendenti? Perché deve esserci, oggi, chi mangia a due bocche e chi niente? Cosa c’è d’irregolare? Cosa c’è da nascondere?”.

La denuncia va ben oltre la tutt’altro che semplice gestione dei turni lavorativi. Le realtà particolari presenti nel porto di Salerno, stando a quanto riferito dagli interinali, sono molte: «aziende che sul porto ancora gestiscono la movimentazione in modo irregolare senza che nessuno faccia nulla. La maggior parte del lavoro è concentrata sulla movimentazione di auto, gestita dalla compagnia portuale Culp F. Gioia per intenderci. In questa realtà molti si chiedono perché un’azienda ha turni di lavoro e non impiega gli attuali lavoratori interinali che somministrano loro la manovalanza. Si denuncia questa situazione da diverso tempo ma nessuno pare fare nulla». Molte sono le denunce affidate anche a un pm, al quale i lavoratori hanno rivolto la seguente domanda: “è possibile far lavorare tutti e non solo pochi senza che si seguano le norme e le leggi vigenti?”.

«Ci sono aziende per il lavoro portuale – proseguono gli interinali – come la Culp che ormai gestiscono tutto a loro piacimento, fregandosene di leggi vigenti». Le contestazioni ufficializzate ed esposte sono dunque tre: turni eccessivi ai soci lavoratori, con turni doppi e senza la previsione del riposo di almeno sei ore e relativo mancato avviamento al lavoro degli interinali del porto, facenti riferimento alla società amministratrice Intempo Spa e ai figli degli ex soci; l’eccessivo svolgimento di straordinari non previsti, che superano largamente le 20 ore mensili; le sigle sindacali interne che permettono che tutto ciò accada, addirittura coprendo il tutto; la media delle giornate lavorative degli interinali corrispondono a due o tre giornate/mese. Una situazione che gli interinali definiscono “indecorosa e vergognosa”. I turni, secondo i lavoratori interinali, dovrebbero prevedere che i soci lavoratori provvedano all’avvio dei lavori e, una volta finito il loro giro lavorativo, dovrebbero lasciare che gli interinali inizino le loro attività proseguendo nel lavoro già avviato. Cosa che, invece, non accade quasi mai: «Esporremo tutti questi problemi agli organi competenti, quali organi giudiziari, guardia di finanza, ispettorato del lavoro e, per conoscenza, anche all’autorità portuale quale organo istituzionale direttamente coinvolto nella vicenda. Chi avrà colpe in merito a queste irregolarità lavorative se ne assumerà le responsabilità».


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