Curiosità

Le prime settimane di vita di un neonato: come comportarsi

Dopo nove mesi di attesa è nato il vostro bambino.

Si tratta di un momento carico di gioia e di emozione, accompagnato anche da non pochi timori nei confronti di un piccolo individuo che va protetto, difeso e accudito.

Se avete partorito in ospedale, i primi giorni di vita insieme al piccolo saranno dettati dalla struttura e si articoleranno in:

  • controllo mamma e bambini, da parte delle ostetriche o dei medici;
  • compimento di indagini specifiche come lo screening per malattie metaboliche.

Inoltre, in molti ospedali, vengono organizzati dei corsi insieme alle neomamme per spiegare come prendersi cura del proprio bimbo, dal come cambiare il body del neonato, a come fare il bagnetto, alle posizioni migliori per la nanna.

Ovviamente la mamma non verrà mai lasciata sola dal momento che il papà ed eventuali fratellini possono entrare in qualsiasi momento, oltre al fatto che vi saranno numerose visite da parte di amici e parenti che vogliono portare i loro auguri ai neogenitori oltre che a vedere il piccolo appena nato.

Il bambino e la mamma iniziano così a conoscersi in un ambiente particolare: per agevolare la conoscenza, come pure per l’avvio dell’allattamento, l’ideale sarebbe che il bimbo sia in stanza con la mamma e non nel nido, anche se non tutte le strutture offrono questa possibilità.

Un legame unico e profondo, fatto di carezze e sguardi pieni di amore, che viene ad instaurarsi nelle prime settimane di vita tra un bambino e la sua mamma prende il nome di bonding, definito da numerosi psicologi come quella relazione speciale che si base sul contatto fisico.

Per favorire la formazione di questo legame, un ruolo importante lo assume l’assetto ormonale della mamma sia durante che dopo il parto e che può essere favorito da alcuni fattori.

Ad esempio, è molto importante che durante le prime ore del parto, mamma e figlio possano guardarsi negli occhi e che abbiano un contatto fisico in modo da iniziare a conoscersi.

Ovviamente, questa fase dovrebbe riguardare anche il papà che non deve essere escluso da questa relazione in quanto non solo deve sostenere la neomamma, ma anche lui deve iniziare subito a conoscere e a creare un legame con il piccolo.

Una volta che il bambino e la mamma vengono dimessi, si fa finalmente ritorno a casa, in genere in auto.

È fondamentale fin da questo primo viaggio, assicurarsi che il piccolo viaggi sicuro, posizionato correttamente all’interno di un adeguato “sistema di ritenuta” quale navicella o ovetto, da installare secondo le dovute indicazioni del produttore.

Una volta arrivati a casa, inizia finalmente una nuova vita: bisogna a questo punto armarsi di tanta pazienza dal momento che i primi giorni saranno i più difficili; del resto il bambino si sta ancora adattando alla vita al di fuori della pancia e i genitori ai ritmi e all’interpretazione dei segnali che il piccolo lancia.

Tra risvegli notturni e continue poppate, le prime settimane di vita potrebbero essere davvero difficili, per questo se si ha la fortuna di poter chiedere una mano a nonni, amici e zii, sarebbe l’ideale in modo da poter concedersi anche ad attività domestiche quali sistemare casa, fare la spesa e magari approfittarne per schiacciare un pisolino.

È il ritmo delle poppate a scandire la giornata del neonato.

Se l’allattamento è artificiale, le poppate vengono fatte ad orari abbastanza regolari, mentre nel caso di allattamento al seno, il consiglio che si dà e di farlo a richiesta in modo da mantenere una buona produzione di latte.

Per prevenire i dolori alla schiena è fondamentale la posizione che inizialmente dovrebbe essere pancia a pancia.

Mentre, per prevenire le ragadi è fondamentale assicurarsi che il bimbo si attacchi a tutta l’areola e non solo al capezzolo.

In ogni caso, l’arrivo di una nuova vita in casa non è fatto solo di momenti stressanti e difficoltà, ma la gioia che ogni volta vi darà guardare il suo viso sorridente illuminerà e porterà nuova vitalità nelle vostre vite.

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