Procreazione negata al Ruggi, inutilizzati i fondi del Centro

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Ora, dopo l' ultimo sollecito in ordine di tempo, nonostante i fondi siano arrivati, nulla si muove. Anzi c’è il serio rischio di perderli.

SALERNO. Una coppia che ha difficoltà ad avere un figlio e ha bisogno della fecondazione assistita, a Salerno viene aiutata? La risposta è no.
Perché la sanità pubblica in città non fa nulla in tal senso.

Lo sa bene il dottor Giorgio Colarieti, dirigente del Centro di procreazione medicalmente assistita del Ruggi, ubicato presso la torre cardiologica, che da anni combatte contro la burocrazia, l’inerzia e la mancanza di fondi per aiutare le donne a diventare mamme.
E anche ora che, dopo che l’ultimo sollecito in ordine di tempo quello del direttore generale Vincenzo Viggiani, i fondi sono arrivati, nulla si muove.
Anzi c’è il serio rischio di perderli.

Il centro è nato come struttura di primo livello, cioè in grado di effettuare solo l’inseminazione nell’ utero materno.
«E neanche questo abbiamo fatto più, a partire da quest’anno. Siamo stati costretti a sospenderla per mancanza di personale e di fondi. Figuriamoci l’assistenza di secondo livello, cioè quella medicalmente assistita tramite fecondazione fuori dall’utero materno: è diventata un miraggio», denuncia rammaricato
il ginecologo.
Tutto ciò nonostante ci sia una: «delibera datata dicembre 2014 che assegna 600mila euro al Ruggi, fondi del Ministero della Sanità a favore della procreazione assistita».

(Fonte: La Città)

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