I prodotti della terra per salvare il Fiume Sarno: pronto il Protocollo d’Intesa

protocollo-intesa-fiume-sarno

Pronto un Protocollo d'Intesa, siglato dall'Ente Parco Regionale del Bacino Idrografico del Fiume Sarno e la ondazione DD Clinic per salvare il Fiume Sarno.

Pronto un Protocollo d’Intesa, siglato dall’Ente Parco Regionale del Bacino Idrografico del Fiume Sarno e la Fondazione DD Clinic Research Institute per salvare il Fiume Sarno.

Un Protocollo d’Intesa per salvare il Fiume Sarno: si punta sui prodotti disinquinanti della terra

I prodotti della terra diventano disinquinanti ed è così che la terra cerca di salvare se stessa. È la sfida dell’Ente Parco e della Fondazione DD Clinic. Una bonifica eco compatibile dei siti inquinati, i prodotti dell’Agro quale fonte primaria di benessere contro l’inquinamento e le patologie ad esso legate. Un importante protocollo di intesa quello siglato tra l’Ente Parco Regionale del Bacino Idrografico del Fiume Sarno, con presidente Antonio Crescenzo, e la Fondazione DD Clinic Research Institute, Associazione Gianluca Sgueglia col presidente Maria Luisa Ventriglia ed il suo vice, Andrea Del Buono. Il cibo ed i prodotti locali come fonte di risanamento.

«Con il protocollo abbiamo messo insieme degli obiettivi – ha detto il presidente Crescenzo – L’opportunità di intervenire modificando e bonificando il territorio da inquinanti organici ed inorganici, con interventi fatti in aree in cui il prodotto di questa terra non solo è sano, ma contiene in sé delle sostanze che proteggono contro quegli inquinanti che continuano ad esserci. Mentre lottiamo contro l’inquinamento, possiamo avere prodotti che ci aiutino a combattere quella stessa criticità».

«Credo fortemente in questo progetto – ha detto Ventriglia – Sono particolarmente legata agli obiettivi di ricerca, l’associazione nasce per ricordare mio figlio Gianluca, morto a soli 33 anni a causa di un’encefalopatia da prioni. Oggi ancora di più lo studio dei territori è fondamentale per comprendere l’evoluzione dei prodotti di cui ci cibiamo. Con l’Ente Parco abbiamo avviato un percorso importante».

TAG