Cronaca

Produzione senza autorizzazione e sversamento illegale di rifiuti, sequestrata fabbrica

SARNO. Produzione senza autorizzazione e sversamento illegale di rifiuti, sequestrata fabbrica a Sarno e denunciato il titolare.

L’imprenditore dovrà rispondere di  illecito smaltimento di rifiuti, realizzazione di un deposito incontrollato di rifiuti speciali non pericolosi, abusivismo edilizio ed assenza di qualsiasi autorizzazione ambientale per l’esercizio dell’attività posta in essere.

La nota

La Sezione Provinciale di Salerno dell’Associazione Accademia Kronos – Associazione di Protezione Ambientale riconosciuta dal Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare con D.M. del 18 aprile 2007.

Prosegue l’attività di prevenzione e repressione degli illeciti ambientali da parte del Comando della Polizia Provinciale di Salerno che unitamente alle Guardie Ambientali del Nucleo Provinciale Accademia Kronos di Salerno ed al personale tecnico del Parco Regionale del Fiume Sarno hanno nuovamente interessato il territorio del comune di Sarno.

L’opificio non autorizzato

Una ennesima importante attività finalizzata ad interrompere le attività di illecita gestione dei rifiuti che ha consentito di accertare che il titolare di un’opificio esercitava da anni l’attività di produzione di prodotti per l’agricoltura ed il vivaismo ed in particolare vassoi e sementiere in polistirene espanso sinterizzato (EPS) in assenza di qualsiasi autorizzazione ambientale.

I controlli

Il controllo dell’opificio, iniziato in prima mattinata, dopo aver accertato che il ciclo di lavorazione era finalizzato alla produzione di prodotti per l’agricoltura ed il vivaismo ed in particolare vassoi e sementiere in polistirene espanso sinterizzato (EPS), un materiale derivato dal petrolio di colore bianco, che sotto forma di piccole perle trasparenti di polistirene, messo in contatto con vapore acqueo a temperatura superiore ai 90°C, ne favorisce l’espansione, facendo rigonfiare le perle fino a 20-50 volte il loro volume iniziale.

Il ciclo di lavorazione

Procedevano al controllo del ciclo di lavorazione, accertando che la produzione di vapore, indispensabile per l’attivazione del ciclo di lavorazione, avveniva mediante un processo di combustione in un vecchio forno alimentato con sfridi di origine legnosa non identificabili, senza tuttavia provvedere al recupero delle ceneri combuste né, all’abbattimento delle polveri e dei fumi in quanto il sistema di filtraggio ed abbattimento benché presenti non garantiva la captazione delle ceneri che risultavano sparse all’interno dei locali e sulla pavimentazione.

Illecito smaltimento delle acque di lavorazione

Nel prosieguo delle attività il personale accertava l’illecito smaltimento delle acque prodotte dal ciclo di lavorazione direttamente sul terreno a causa dell’assenza di un sistema di vasche a tenuta così come previsto dalla normativa vigente, la presenza di una illecita attività di recupero di vassoi/sementiere esauste, illecitamente smaltite da aziende agricole che, in assenza di qualsiasi autorizzazione venivano raccolte e poi riciclate attraverso un processo di frammentazione e successivo assemblaggio tramite pressa.

Il controllo delle aree di pertinenza

A seguito di quanto accertato il personale tecnico procedeva al controllo delle aree di pertinenza accertando altresì che l’ampio piazzale a servizio dell’opificio era interessato da un notevole apporto di sfridi provenienti dalla scarificatura del manto stradale in assenza di qualsiasi autorizzazione o documentazione utile a comprovarne la non pericolosità, nonché da un corpo di fabbrica in via di ultimazione realizzato in assenza di qualsiasi autorizzazione di legge.

L’assenza di autorizzazioni

A tal punto dopo aver accertato l’assenza di qualsiasi documentazione utile a poter dimostrare la regolarità dell’attività di produzione, nonché della illecita gestione di raccolta e riciclo di sementiere /vassoi usati provenienti da aziende agricole e l’assenza di qualsiasi autorizzazione ambientale e documentazione utile a dimostrare il regolare smaltimento dei rifiuti e delle ceneri prodotte da anni, il personale operante, dopo aver richiesto l’intervento dell’ufficio tecnico comunale al fine di verificare la stabilità e la regolarità urbanistica della struttura e dei Vigili del Fuoco, considerato il diffuso fenomeno di inquinamento, procedevano al sequestro dell’intero opificio, di alcune aree di pertinenza per complessivi 1500 mq.

Denunciato l’imprenditore

Denunciato alla Autorità Giudiziaria l’imprenditore per illecito smaltimento di rifiuti, realizzazione di un deposito incontrollato di rifiuti speciali non pericolosi, abusivismo edilizio ed assenza di qualsiasi autorizzazione ambientale per l’esercizio dell’attività posta in essere.

Articoli correlati

Back to top button