Capaccio, Zuchtriegel critica la recita di Natale: “Triste e mortificante”

Recita di Natale in una scuola di Capaccio, la critica di Zuchtriegel, direttore del Parco Archeologico di Paestum: "Voce dei bambini coperta dalla musica"

Polemica sulla recita di Natale in una scuola di Capaccio. A sollevarla, è stato il direttore del Parco Archeologico di Paestum, Gabriel Zuchtriegel, il quale ha criticato lo spettacolo dell’istituto Carducci in una nota inviata a Il Mattino.

Recita di Natale in una scuola di Capaccio, la polemica

Nella nota, Gabriel Zuchtriegel scrive: “Due enormi casse posizionate sui due lati del convento francescano di Capaccio Paestum, doppiamente sacro per me, come cattolico e operatore nei beni culturali non promettevano bene. E infatti, come già altre volte, ci viene riproposto lo stesso spettacolo mortificante e triste.

I bambini muovono le labbra, ma neanche loro riescono a sentire la propria voce, tanto è alto il volume della musica di sottofondo. Jingle Bells Rock e altre deprimenti espressioni di una cultura globalizzata e banalizzante, e questo nel paese di Monteverdi, Vivaldi, Scarlatti e Puccini.

Soffocando la voce dei bambini con musiche registrate trasmettiamo loro un altro messaggio: la vostra voce non è nulla rispetto alle voci emanate da altoparlanti e cellulari; in realtà, voi siete il sottofondo, la vostra voce non si sente neanche, la vera musica la fanno altri. Come andranno a votare, a far sentire la propria voce, a partecipare attivamente alla società democratica questi bambini, la cui autocoscienza viene minata in questa maniera? Come potranno esprimersi, se durante le prime apparizioni pubbliche muovono le labbra al canto di altri? Temo facendo così li prepariamo molto peggio alla vita adulta“.

La risposta

Il dirigente scolasticoSilvana Pepe, in una nota inviata alla nostra redazione ha replicato: “Egregio Direttore, Ci sono giunti i suoi auguri di Natale sul Mattino, inaspettati! Le assicuro che per noi leggere quell’articolo è stato spiacevole, più di quanto lo sia stato per Lei assistere alla recita dei nostri bambini. Le faccio presente che i bambini non sono le danzatrici del Santuario di Hera e i docenti non sono musicisti. Quanto si fa, lo si fa con il cuore e con pochissimi mezzi, con il solo obiettivo di educare, anche se i risultati non corrispondono alle aspettative di un uomo di cultura.

Dal video che ho visto non ci sono bambini “mortificati e tristi”, provi a guardare con gli occhi di suo figlio non con quelli del direttore e vedrà oltre. Dal direttore del PAE, con il quale abbiamo sempre collaborato, avremmo gradito avere un’interlocuzione diretta fatta anche di critiche, ma costruttive. Lei ha preferito il monologo pubblico e di questo ne siamo amareggiati. Noi continueremo a fare scuola con competenza e passione, in piena autonomia e Le auguriamo di fare altrettanto nella sua funzione. Cordialmente”.

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