Economia

Alla ricerca di promozioni online: i nuovi consumatori digitali

Commercio e servizi elettronici generano affari per 39,4 miliardi. Gli italiani, intanto, si affidano sempre di più al web per risparmiare tramite sconti, bonus e promo

Gli italiani sono un popolo di risparmiatori digitali. Lo conferma un’indagine condotta da Nielsen per American Express nel novembre scorso su un campione identificativo dell’intera popolazione, da cui emerge che, nel semestre di riferimento, il 65 per cento dei consumatori ha aumentato la ricerca di promozioni e sconti, di cui l’85 per cento ha privilegiato il canale online, ritenuto più veloce e pratico, specialmente per la comparazione dei prezzi.

Il dato assume un significato rilevante se si tiene conto del vero e proprio exploit dell’e-commerce nel 2021, il quale ha segnato un +20 per cento di spesa rispetto all’anno precedente, con una crescita di 18 punti per i prodotti e di 36 punti per i servizi web (dati Osservatorio eCommerce B2c). La stretta della pandemia e il costo della vita hanno dunque convogliato i consumatori verso il digitale, che sta rispondendo a colpi di bonus, offerte e promozioni.

Quali sono i settori più in voga?

Se si stringe il campo sull’e-commerce digitale, quali sono dunque le categorie di beni e servizi su cui gli italiani concentrano le loro ricerche, sempre con un occhio al risparmio? A dominare il trend sono il tech e l’abbigliamento (40 per cento), il food (28 per cento) e l’entertainment (25 per cento). Presi uno per uno, questi settori si rivelano particolarmente idonei al marketing promozionale online e alle intenzioni di risparmio dei consumatori: i prodotti tecnologici di alto valore economico in quanto si può fare una rapida comparazione dei prezzi e basarsi sulle recensioni pubblicate in Rete, l’abbigliamento e il food per la varietà e la diversificazione dell’offerta anche in periodo di saldi, l’entertainment – dai videogames al gioco a distanza, fino allo streaming – in quanto presuppone un’utenza digitalizzata e smart, capace di destreggiarsi tra le promo.

Coupon, bonus e cashback: le formule del risparmio

A seconda dei settori considerati, le tecniche promozionali delle imprese del web possono assumere diverse modalità di applicazione.

I coupon – che richiamano ai buoni acquisto e ai tagliandi ritagliati dai prodotti fisici – sono tipologie di sconto diretto molto utilizzate per quanto riguarda i beni alimentari, l’abbigliamento e la cosmetica, e si possono sfruttare direttamente online, inserendo i codici bonus presenti nei siti o app aziendali ufficiali oppure nelle piattaforme specializzate in couponing (da Groupon a CodiceSconto), ma anche scaricandoli da Internet e presentandoli al rivenditore fisico convenzionato.

I bonus – escludendo le agevolazioni di natura statale come il Bonus Tv e affini – non rappresentano invece uno sconto immediato, ma sono intesi come il contenuto aggiuntivo di un servizio. Molto frequenti nell’intrattenimento online, a seconda del settore, i bonus possono essere di vario tipo: gli operatori di telefonia mobile e quelli di streaming audiovisivo (come, su tutti, Amazon Prime Video) li veicolano soprattutto ai propri utenti, ai fini della fidelizzazione, sotto forma di contenuti extra, gratuiti per gli abbonati. Nell’ambito del gioco a distanza legale, invece, sono molto diffusi due tipi di bonus, che rispondono ad altrettante azioni di marketing: il bonus di benvenuto, come dice il termine, è quello destinato ai nuovi registrati e richiede l’apertura di un conto per l’accredito, cosa non necessaria invece per il casino senza deposito, che rilascia un tot di moneta virtuale per testare la piattaforma senza spendere, e poi, in caso, decidere: in questo senso si avvicina molto alle prove gratuite dei videogiochi.

A proposito di gaming, i bonus per gli appassionati del videoludico sono ancora diversi dai precedenti: quello più comune è il bonus sull’ordinazione anticipata (o pre order) di un videogame di cui si attende l’uscita in commercio, che assicura ai prenotati un gadget o un contenuto speciale, a seconda dell’azienda madre.

Il cashback, infine – anche qui diverso da quello di Stato – è uno strumento di risparmio non immediato, il quale, a fronte di una spesa sostenuta, accredita una percentuale sul totale della transazione, o meglio, delle transazioni, in quanto il più delle volte è prevista una soglia minima di acquisti per avere indietro il denaro, in forma di riaccredito sulla carta oppure da spendere ancora sul sito di e-commerce che lo ha generato. La pratica del cashback sta prendendo piede nel mondo del commercio digitale, tanto che l’app dedicata Satispay conta in Italia quasi due milioni di utenti. Inoltre, sempre più aziende singolarmente, utilizzano la tecnica del rimborso per incrementare la fidelity, soprattutto nel settore dei servizi essenziali (banche, telefonia, energia), e in quello alimentare (supermercati, anche fisici, tramite app), che sono, di fatto, quelli primari e necessari, visto il carovita.

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