Ruggi, addetti alle pulizie in protesta

SALERNO. Sottoposti a lavori e turni estenuanti, con una busta paga a dir poco misera, i lavoratori del servizio pulizie Gesap (impresa che si occupa a pieno regime del “Ruggi d’Aragona”) chiedono un lasso di tempo più ampio per svolgere le proprie mansioni. Ieri, infatti, i dipendenti più agguerriti, hanno incrociato le braccia. «Vogliamo lavorare bene, […]

SALERNO. Sottoposti a lavori e turni estenuanti, con una busta paga a dir poco misera, i lavoratori del servizio pulizie Gesap (impresa che si occupa a pieno regime del “Ruggi d’Aragona”) chiedono un lasso di tempo più ampio per svolgere le proprie mansioni. Ieri, infatti, i dipendenti più agguerriti, hanno incrociato le braccia. «Vogliamo lavorare bene, vogliamo che l’organizzazione del lavoro cambi» hanno detto alcuni di loro all’interno dei corridoi dell’Ospedale. Una nutrita rappresentanza ha già indetto uno sciopero contro le modalità di lavoro imposte dalla ditta e, in occasione dell’incontro tra le rappresentanze sindacali e il commissario dell’Azienda Nicola Cantone, i lavoratori hanno occupato in pianta stabile il secondo piano dell’edificio (dove è ubicata la dirigenza).

«In tre ore dobbiamo coprire superfici vastissime. Non solo. Per il conferimento dei rifiuti speciali, tra ascensori o montacarichi, impieghiamo circa 25 minuti – ha raccontato una dipendente – se sforiamo l’orario, e lo facciamo spesso, la mezz’ora in più è lavoro gratis. Se non è coperto un reparto, ci fanno correre lì e in un’ora e mezza, invece delle tre previste, una sola persona deve pulire tutto». Ad esempio, un’addetta è dovuta correre a Ginecologia per sostituire un collega.

L’azienda ha già indetto un bando di rinnovo e, nelle more dell’aggiudicazione ha prorogato l’appalto alle Gesap. Dunque, i lavoratori (appartenenti a qualunque ditta) chiedono più ore di lavoro e conseguentemente una retribuzione adeguata al tempo necessario per effettuare le pulizie. Il lavori di pulizie da effettuare sono tanti: corridoi, stanze dei degenti, servizi igienici, medicherie e uffici caposala; tuttavia, il tempo sembra talmente esiguo che diventa quasi impossibile svolgere tutte queste mansioni. È diventata una vera e propria impresa coprire tutto, dalla torre di cardiologia, al pronto soccorso, ai reparti. Sono, inoltre, pochissimi i lavoratori che lavorano 4,5 o 6 ore a turno e si considerano fortunati, nonostante vadano incontro a queste difficoltà. «In altri presìdi, come a San Severino, facciamo pure i giardinieri, togliamo l’erba dai muri. E portiamo i prelievi di sangue in laboratorio. A volte abbiamo anche rifatto i letti».

I capisala pretendono reparti puliti, mentre i dipendenti si sentono tra incudine e martello.  «Guadagno 500 euro al mese, come porto avanti la famiglia?», ha puntualizzato un dipendente. I lavoratori della Gesap sono 51 al Ruggi, 9 al “da Procida”, 28 a San Severino. «Il bando è già istruito e formalmente non abbiamo nulla da dire – ha dichiarato Maria Rosaria Nappa della Filcams Cgil – possiamo solo sottolineare che il monte ore espletato dai lavoratori per garantire il servizio è molto più alto di quello contabilizzato dagli orari contrattuali. Anche per gli standard lavorativi le ore da coprire sono altre. Non mettiamo in discussione la regolarità nei pagamenti, ma le ore di lavoro prestate superano di parecchio quelle contrattuali. Chiediamo che l’Azienda faccia da intermediario per organizzare un incontro con la Gesap e contrattualizzare l’orario supplementare svolto effettivamente dai lavoratori».

(Fonte: La Città)

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