Cronaca

Salerno, aggressioni contro i medici: l’ira dei camici bianchi

SALERNO. Cinque sono gli episodi, solo negli ultimi quattro mesi, di violenza a danno dei medici in provincia di Salerno.

Si tratta pero’ solo della punta dell’iceberg di una insofferenza diffusa perché i casi, infatti, sono molti di più e quasi mai alle aggressioni fa seguito una denuncia.

Stando ai dati nazionali, infatti, 9 camici bianchi su 10 preferiscono subire in silenzio.

Per mettere in risalto la tematica, i giovani medici salernitani hanno creato un «muro delle violenze», tappezzando la parete principale della sala del consiglio dell’Ordine con ritagli di articoli di giornale e dossier su aggressioni, minacce e violenze (sessuali ed a mano armata) su medici e odontoiatri, in guardia medica, negli ambulatori privati, nei pronto soccorso e nelle corsie di reparto.

In totale sono stati raccolti circa 200 articoli di giornali e pagine di dossier e almeno il 15 per cento di questi articoli parla di fatti avvenuti in Campania.

Tra questi 200 articoli l’ultimo, in ordine di tempo, è quello riguardo l’aggressione avvenuta meno di un mese fa a Montecorvino Rovella nei confronti di un medico di guardia medica, colpito selvaggiamente mentre svolgeva il turno nel presidio ubicato in un condominio nel comune picentino.

“Il collega è stato barbaramente aggredito mentre prestava la sua opera, frapponendo il suo corpo tra l’assalitore e l’altra collega di turno barricata nella sede, in totale solitudine – spiega Titti D’Ambrosio, secondo quanto riporta Il Mattino, revisore dei conti dell’ordine dei medici di Salerno – Gli episodi di violenza, fisica e/o verbale, stanno diventando sempre più frequenti, una vera e propria emergenza alla quale bisogna porre rimedio.

La presenza in luoghi non adeguati a garantire l’incolumità e la serenità può essere una condizione da rimuovere, ma non è l’unico intervento da attuare”.

I medici chiedono, quindi, l’adeguamento di diverse strutture sanitarie del territorio provinciale, l’introduzione della telesorveglianza, l’incremento della presenza delle forze di polizia, il riconoscimento del medico come pubblico ufficiale, la riorganizzazione del lavoro.

L’Ordine di Salerno ha anche preparato un documento, già presentato alla Federazione dell’ordine dei medici a Roma, che l’ha già condiviso, nel quale si chiede l’introduzione di una direttiva nazionale che regolamenti la grande disparità in termini di sicurezza tra le diverse Regioni.

“Ci attiveremo in tempi brevissimi perché questo ennesimo fatto di cronaca possa rappresentare la base per azioni concrete e utili a circoscrivere il dilagare della paura e della insicurezza – dice Claudio Zullo, presidente del collegio dei revisori dell’Ordine di Salerno – Nell’immediato proponiamo di porre in essere un’azione coordinata tra le istituzioni e ci renderemo promotori di una campagna divulgativa per raccontare ai cittadini il vissuto di questa professione, anche negli aspetti più critici e talvolta rischiosi”.

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