Salerno, avvocatessa accusata di truffa: l’avvocato difensore attacca la Procura

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Avvocatessa di Salerno accusa di truffa: il legale attacca la Procura, spiegando che la sua assistita non siè potuta difendere davanti al magistrato

Avvocatessa di Salerno accusa di infedele patrocinio e truffa: il legale della donna attacca la Procura, spiegando che la sua assistita non avrebbe avuto modo di difendersi davanti al magistrato.

“Non si è potuta difendere”: l’attacco del legale dell’avvocatessa finita sotto accusa

«Rimane il rammarico, di non essersi potuta difendere nella fase delle indagini e, un dato, il procedimento penale dal punto di vista elettorale porta fortuna». È quanto si legge, tra le altre cose, in una lunga nota inviata dall’avvocato Michele Tedesco in qualità di legale dell’avvocato Paola Ianni destinataria del provvedimento di citazione di giudizio immediato notificatogli nei giorni scorsi da parte del sostituto procuratore Roberto Penna.

Secondo l’accusa l’avvocatessa sarebbe rea di infedele patrocinio, truffa e tentata truffa ai danni di un cliente. «In via preliminare, sarebbe interessante verificare la fonte che ha consentito la diffusione nello stesso giorno a tutti gli organi di informazione locale – scrive Michele Tedesco nella nota – Non potendo immaginare neanche per un attimo che un magistrato della procura della nostra Repubblica possa avere convocato i giornalisti per divulgare i risultati delle indagini compiute in danno di un avvocato, non fosse altro che per il rigore e la segretezza che devono contraddistinguere l’operato di un magistrato, dobbiamo augurarci che, con la stessa solerzia, il pubblico ministero proceda a verificare chi, all’interno del Suo ufficio o del Tribunale, possa aver determinato la pubblicazione della notizia».

Tedesco spiega anche che l’indagata, dopo la notifica dell’avviso della conclusione delle indagini, ha chiesto di essere interrogata e il Pubblico Ministero, a fronte di alcune richieste di rinvio dell’interrogatorio per impegni elettorali dell’avvocato e professionali del difensore ha ritenuto di procedere con l’esercizio dell’azione penale.

«In particolare, il Pubblico Ministero, a fronte della richiesta depositata in data 25 giugno, fissava l’interrogatorio dell’indagata il 29 giugno. La difesa chiedeva il differimento dell’interrogatorio alla prima data utile dopo il 18 luglio, vale a dire dopo le elezioni forensi in considerazione degli impegni elettorali dell’indagata. Il Pubblico Ministero, invece, fissava l’interrogatorio per il giorno 5 luglio. In data 5 luglio, a fonte di una nuova richiesta della difesa di rinviare l’interrogatorio alla prima data utile dopo il 18 luglio 2019, il Magistrato rinviava l’interrogatorio alla data del 9 luglio. La fissazione dell’interrogatorio alla data del 9 lugliocostringeva la difesa a ribadire la necessità di rinviare l’interrogatorio dell’indagata alla prima data utile dopo le elezioni forensi. Il Pubblico Ministero, senza volta manifestava la propria insensibilità agli impegni elettorali dell’avvocato tant’è che rinviava l’interrogatorio a sabato 13 luglio alle ore 17:30, il che costringeva nuovamente il difensore a ribadire l’impedimento elettorale dell’indagata, documentato anche da specifica attestazione a firma dal capolista della lista di riferimento della collega Ianni, oggi presidente dell’Ordine degli Avvocati di Salerno, Silverio Sica».

Secondo l’avvocato Tedesco il Pubblico Ministero ha ritenuto di esercitare l’azione penale e di non differire l’interrogatorio dell’indagata alla prima data utile dopo il 18 luglio, evidentemente ritenendo gli impegni elettorali dell’avvocato non rilevanti. Tra l’altro l’indagata non ha mai ricevuto gli avvisi di differimento dell’interrogatorio il che pone non pochi problemi in ordine alla legittimità dell’esercizio dell’azione penale.

La vicenda, così riassunta, pone seri interrogativi sui rapporti tra Avvocatura e Magistratura che dovranno essere oggetto di riflessione e di approfondimento anche dal Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Salerno, in quanto nella vicenda in esame l’impedimento dell’avvocato per ragioni elettorali non è stato ritenuto legittimo dal Pubblico Ministero mentre non risulta che analoga valutazione venga riservata in riferimento ad altre consultazioni elettorali.

Il rinvio dell’interrogatorio di due settimane, peraltro, non avrebbe avuto alcuna incidenza sul decorso della prescrizione in quanto, al di là della sospensione dei termini, i fatti contestati all’indagata risalgono al novembre del 2018. L’interrogatorio, nel rispetto dell’articolo 358 del codice di rito, che impone al pm di svolgere altresì “accertamenti su fatti e circostanze a favore della persona sottoposta alle indagini”, sarebbe stato un’occasione per il Pubblico Ministero di ascoltare sicuramente una visione dei fatti completamente diversa in quanto l’indagata avrebbe chiarito di aver comunicato prontamente ai denuncianti l’esito della causa civile in cui ha patrocinato nel loro interesse, di aver prontamente convocati i clienti allo studio per illustrare agli stessi la situazione, di aver restituito agli stessi tutti gli atti di causa, di essersi accordata con i denuncianti sulle modalità di pagamento dell’onorario difensivo determinato secondo le tariffe vigenti, di aver emesso regolare fattura di acconto per le somme ricevute dai propri assistiti, di non aver ricevuto mai la comunicazione della nomina di un nuovo difensore, di aver presentato esposto al Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Salerno in relazione alla condotta assunta dal nuovo difensore”.

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