Cronaca

Salerno, clan Pecoraro: a processo il “sistema salernitano”

Cinquantuno rinvii a giudizio, 33 abbreviati e due patteggiamenti questo è quanto ha decretato il gup Piero Indinnimeo per il gruppo legato al clan PecoraroRenna.

Gli imputati furono fermati nel corso del blitz, coordinato dalla Dda di Salerno, con cui, nello scorso marzo, i carabinieri del reparto operativo del comando provinciale insieme ai colleghi di Battipaglia sgominarono la gang operativa su Salerno e su diversi territorio della Piana del Sele.

Erano specializzati in traffico di sostanze stupefacenti, ma avevano le mani in pasta anche in altri diversi settori.

L’obiettivo del gruppo era, infatti, quello di conquistare tutto il territorio con metodi tutt’altro che tranquilli: dagli attentati incendiari alle gambizzazioni e alle minacce gestivano affari milionari.

Figurano entrambi tra gli organizzatori di un’associazione camorristica che al vertice aveva anche Sabino De Maio e i fratelli Enrico e Sergio Bisogni, diramazione di quel clan Pecoraro-Renna di cui avevano raccolto l’eredità con il beneplacito di Cinzia Rizzo, accusata di avere concordato e condiviso le linee strategiche del sodalizio e averne «preventivamente autorizzato le attività illecite in continuazione dell’opera del marito detenuto Francesco Pecoraro», in cambio di una quota dei proventi.

Una ventina le vittime del clan come accertato dagli inquirenti: produttori di materie prime, come l’azienda di rilievo nazionale Ortoromi, e ditte di trasporto come il gruppo Napolitrans.

Ed era ampio il loro campo di azione: da Salerno alla Piana del Sele passando per i picentini tanto da parlare di un «sistema salernitano» che non prevedeva, secondo quanto riporta Il Mattino, gruppi contrapposti tra loro.

Se gli imprenditori nel mirino del clan osavano non aderire all’invito di collaborare allora si scatenava l’inferno: minacce, pestaggi, danneggiamenti, incendi di mezzi, colpi di arma da fuoco, gambizzazioni e boicottaggi violenti.

I nomi degli imputati a processo

Ecco quelli che vanno a processo: Enrico e Lucio Bisogni, Marcello Palmentieri, Luigi, Carmine e Angelo (detto Raffaele) Mogavero, Mariano Sena, Giovanni De Maio, Rocco ed Emilio Pecoraro, Muarizio Adinolfi, Fadil Ahmetovic, Massimo Autuori, Mario Langella, Mario Capriglione, Michele D’Alessio, Alessandro fasulo, Francesco Manzo, Antonio (detto Antonello) Mogavero, Massimo Stabile, Carolina Bruno, Michele Bisogni, Massimiliano Caronia, Roberta Di Concilio, Antonio e Immacolata Ferullo,Raffaele Maddalo, Alessandro Monzo, Ersilio Pierro, Cinzia Rizzo, Matteo Vitale, Valetino Iemma, Alessandro Moretti, Giacomo Simmi. Antonello Corrado, Gennaro Di Benedetto, Raffaele Di Marco, Cristian Bevilacqua, Enrico Brenga, Giovanni Cavallaro, Paolo Micillo, Gianluca BArba, Antonio D’Antonio, Emiddio Ropberto, Giusepep Sorvillo, Giuseppe Volpe, Gianluca Di Benedetto, Rosario Di Biase, Giuseppe Ruggiero, Maurizio Salerno, Ernesto Nigro.

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