Salerno: il Questore Maurizio Ficarra contro le ronde. Cappelle Sicura nel mirino

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È guerra tra il Questore di Salerno Maurizio Ficarra e ronde notturne del costituito gruppo "Cappelle Sicura". Il gruppo conta circa 80 persone

È guerra tra il Questore di Salerno Maurizio Ficarra e ronde notturne del costituito gruppo “Cappelle Sicura”. Il gruppo, formatosi su WhatsApp al momento conta circa 80 persone.

Salerno: il Questore Maurizio Ficarra promette guerra a “Cappelle Sicura”

Negli ultimi mesi si sono moltiplicati i “topi d’appartamento”, tanto che la gente della frazione Cappelle, zona collinare nord di Salerno, ha deciso di prendere in mano la situazione e porre un più che valido aiuto alle forze dell’ordine. Il gruppo, formatosi su WhatsApp e che oggi può contare già su circa 80 persone, si era promesso di scambiarsi informazioni e chiamare le forze dell’ordine per gli interventi.

Qualcosa è iniziato a cambiare quando sono intervenuti in prima persona per sventare un tentativo di furto. È qui che il Questore di Salerno, Maurizio Ficarra, ha alzato la voce:

Le ronde sono vietate. E chi le fa commette un reato e sarà immediatamente denunciato all’autorità giudiziaria. La pubblica sicurezza è un compito esclusivo delle forze dell’ordine. Chiunque organizza o partecipa a servizi di controllo e pattugliamento del territorio è fuori dalla legge.

Sembra, infatti, che il gruppo ora cominci ad organizzarsi con delle vere e proprie ronde notturne, e che  intervenga prima di dare l’allarma:

Che si creino gruppi per scambiarsi informazioni, dare l’allarme ed altro va bene – dice il questore – ma a nessuno venga in mente di intervenire in caso di segnalazioni o di fare ronde per il controllo del territorio. Se ci sono informazioni vanno date subito alle forze dell’ordine attraverso i numeri di emergenza. Non solo l’intervento di cittadini in questi casi è contro la legge ma anche notevolmente rischioso per la loro incolumità.

Nel frattempo il gruppo potrebbe contattare a breve altri comitati di quartiere della città e proporsi come «una vigilanza non armata e regolarmente autorizzata dagli organi preposti».

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