Cronaca

Salerno, va al Comune per il matrimonio e scopre di essere già sposato

Il 39enne si era recato in Municipio per preparare le carte del matrimonio

Va al comune per il matrimonio ma scopre di essere già sposato. È accaduto a Salerno, dove un 39enne ha vissuto una vicenda davvero particolare come riportato dal quotidiano La Città. Il 39enne si era recato in Municipio per preparare le carte del matrimonio, ma ha scoperto di essere sposato da otto anni con una ragazza di Santo Domingo. 

Salerno, va al comune per il matrimonio ma scopre di essere già sposato

Peccato che l’uomo sostiene di non conoscerla e di non averla mai vista. A quel punto, il 39enne ha denunciato la falsità dell’atto di Matrimonio. Il reato, però, è andato in prescrizione essendo passati otto anni. Il Tribunale Civile ha così respinto l’istanza di annullamento.

La bigamia nel codice penale

Il Codice penale punisce con la reclusione da uno a cinque anni chi, essendo legato da matrimonio avente effetti civili, ne contrae un altro. La stessa pena viene comminata a chi, non essendo sposato, contrae matrimonio con persona legata da un matrimonio con effetti civili (art. 556 c.p.). Il reato in questione è quello di bigamia, il delitto che punisce chi sposa nonostante sia sposato con un’altra persona.

La storia di Alfredo e Gilda

Si chiamano Alfredo De Simone Gilda Irollo i protagonisti di questa assurda vicenda. Vogliono sposarsi ed iniziare la loro vita insieme, ma sono bloccati da un contratto nuziale. Lui, 39enne di Pastena, è  difeso dall’avvocato Assunta Mutalipassi per la vicenda del matrimonio con una sconosciuta dominicana che a insaputa di lui è diventata su moglie nel luglio del 2014, a Santo Domingo. Una firma falsa su un documento a bloccare tutto.

Sulle colonne del quotidiano La CittàAlfredo ha raccontato la sua storia. Il 15 luglio del 2020 ha scoperto di essere già sposato: “Andammo insieme alla sede distaccata a Fuorni a richiedere lo stato di famiglia: serviva per accedere ad un mutuo e comprare casa. Nell’ottica d’un futuro insieme. La dipendente comunale voleva sapere nome e cognome. Quando le ho risposto m’ha domandato: «Ma sei sposato?». Le ho detto di no. E allora lei ha preso ad incalzare: m’ha chiesto data di nascita, domicilio, nomi dei miei. Poi ha alzato la testa e ha detto: «Senti, tu sei sposato”.

Ovviamente, la compagna Gilda non l’ha presa bene: “Ho rischiato il linciaggio. Io pensavo fosse una sciocchezza: eravamo andati alla sede distaccata, e credevo bastasse rivolgersi all’Anagrafe principale per risolvere ogni cosa. Mi sbagliavo. Il contratto nuziale?  Non c’hanno fatto accedere agli atti: le firme non le abbiamo mai viste. C’è una falla nel sistema. Il Comune non m’ha mai avvertito, non è arrivata neppure una lettera a casa. Sarebbe bastata una semplice telefonata: «Ma questa donna abita con te? Ne sei a conoscenza?».”.

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