Salerno, concorsi su misura: esposto alla magistratura

Come mai dopo tutta questa vicenda gli organi accademici non sono intervenuti né a Salerno né a livello nazionale, perlomeno per chiedere spiegazioni»

SALERNO. «Come mai dopo tutta questa vicenda gli organi accademici non sono intervenuti né a Salerno né a livello nazionale, perlomeno per chiedere spiegazioni alla commissione?». Si mostra stupito Pierluigi Siano, professore associato presso il dipartimento di Ingegneria industriale dell’Università di Salerno: a giugno, con un esposto alla magistratura, ha acceso i riflettori sul mondo dei concorsi per la carriera universitaria, oggi nella bufera in tutta Italia.

La procura di Nocera Inferiore ha aperto un fascicolo, affidato al sostituto Giuseppe Cacciapuoti, e indaga sul concorso a professore ordinario di prima fascia in Sistemi elettrici per l’energia. Al momento non risultano indagati. Siano, assistito dagli avvocati Roberto De Masi e Giovanni Battista Vignola, chiede agli inquirenti di fare chiarezza sui criteri adottati dalla commissione esaminatrice: ipotizza che non sarebbero conformi al bando e troppo vicini all’identikit di un candidato.

Il candidato ha deciso di rivolgersi alla procura dopo aver interpellato il rettore Aurelio Tommasetti, per chiedergli di attivare le procedure di modifica dei criteri. Ma non si è ritenuto soddisfatto della risposta. Nel frattempo, sono arrivate le dimissioni del presidente della commissione, il professor Antonio Piccolo.

Nel decreto del rettore, accogliendo le dimissioni, si spiega che l’atto sarebbe motivato dalla scoperta, nella documentazione prodotta dai candidati, della presenza di pubblicazioni di cui il presidente sarebbe coautore. In un caso, un candidato avrebbe presentato 12 pubblicazioni in collaborazione con Piccolo, che quindi si sarebbe trovato in conflitto d’interessi.

«Intanto è stato nominato un commissario supplente – dichiara Siano – come se niente fosse, e ora si aspetta l’esito del concorso. Se non interviene la magistratura o gli ispettori del ministero dopo l’interrogazione presentata in parlamento, internamente va tutto bene». A muoversi è stato il M5S, con una duplice interrogazione in consiglio regionale e alla Camera, a firma del consigliere Michele Cammarano e dei deputati Angelo Tofalo e Luigi Gallo. «Ci occupiamo del baronato dei docenti universitari già da un anno – accusa Cammarano – Nell’indifferenza generale, appena 15 giorni fa, il Movimento 5 Stelle presentava alcune interrogazioni in merito ai fatti denunciati dal professore associato dell’Università di Salerno.

Il problema dei concorsi universitari lo conoscono tutti, studenti, genitori, assistenti, politici, professori, rettori. Eppure fino a qualche giorno fa sembrava una normale prassi italiana». Tofalo loda il «coraggio di Pierluigi Siano e di tutti quelli che si ribellano ad una contesto di omertà e sottomissione ai poteri forti». «Constatiamo – aggiunge il parlamentare – l’ipocrisia di chi si erge solo oggi a paladino dei giusti, quando le manette tintinnano e quando i media proclamano.

Chiediamo di verificare se quanto avvenuto e denunciato a Salerno sia la normale prassi di reclutamento del personale docente e di intervenire immediatamente affinché gli atenei si attengano alle leggi e al rispetto del merito».

I pentastellati raccontano del disincanto («funziona sempre così») con cui i ragazzi commentano come i criteri di valutazione siano cuciti addosso a certi candidati, «stravolgendo quanto previsto dai bandi e in barba alle norme di legge».
Il M5S, «alla luce di questo gravissimo episodio», richiede al ministro dell’istruzione un intervento immediato all’Università di Salerno. E chiama in causa il presidente dell’Anac. «Lo stesso Cantone – ricordano Cammarano, Tofalo e Gallo – lo scorso settembre segnalava la quantità enorme di segnalazioni provenienti da comportamenti impropri delle commissioni».

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