Salerno, l'opposizione vara il governo "ombra"

SALERNO. Come lavoro di opposizione in Consiglio comunale, la sinistra di Giampaolo Lambiase prepara la formazione de “L’altra Giunta alternativa”: «Si tratta di gruppi di lavoro – spiega il consigliere Lambiase – per i quali abbiamo avuto la disponibilità di candidati e militanti. Sceglieremo delle figure professionali specifiche per seguire i temi principali della squadra di […]

SALERNO. Come lavoro di opposizione in Consiglio comunale, la sinistra di Giampaolo Lambiase prepara la formazione de “L’altra Giunta alternativa”: «Si tratta di gruppi di lavoro – spiega il consigliere Lambiase – per i quali abbiamo avuto la disponibilità di candidati e militanti. Sceglieremo delle figure professionali specifiche per seguire i temi principali della squadra di governo dell’amministrazione: dai trasporti all’ambiente alla revisione del Piano regolatore». Tra i vari incarichi vi sono anche il seguire i nuovi problemi salernitani: sociale e «le nuove povertà», l’accoglienza e l’immigrazione.

Il leader dell’alternativa spiega anche che: «appena il Consiglio comunale si insedierà programmeremo una serie di visite agli uffici e alle strutture pubbliche: dalle partecipate agli impianti, per verificare lo stato dell’arte e capirne le criticità per poi fare delle proposte di miglioramento». Si è svolta ieri l’assemblea “Salerno di tutti” dove è stato ratificato un «chiaro e netto posizionamento “a sinistra” in opposizione al Pd di Renzi e della sua deriva neoliberista e autoritaria, che deforma la nostra Costituzione negando diritti, democrazia e libertà – si legge in una nota – impoverisce la popolazione costretta a pagare per i beni comuni, le garanzie e le tutele del suo welfare perduto che in gran parte oggi in mano a ricchi gruppi di privati».

Metodo al quanto diverso rispetto a quello presentato dai grillini, ove le scelte passano attraverso il volto della rete e le scelte delle singole giunte vertono tutte sul diktat di individui che amministrano il partito su scala nazionale. “Salerno di tutti”, infatti, mira alla mediazione per decisioni unanime degli argomenti. Un “metodo consenso” definito, da alcuni, più «innovativo, democratico, cooperativo e motivante per tutti».

“Salerno di tutti” «favorirà la riaggregazione di un nuovo blocco sociale libero e democratico per la ricostruzione a Salerno, nonostante il dispotico assedio della nostra città da parte del “familismo amorale” deluchiano, di una sinistra degna di questo nome agganciata anche ai processi oggi in atto a livello nazionale». Per questo «d’intesa con le forze politiche promotrici, coerentemente al suo programma elettorale, intende costituire a partire da oggi un laboratorio politico e lavorerà in questa direzione per garantire una ferma opposizione alla cementificazione e all’inquinamento di Salerno».

Al momento appare difficile dare delle certezze su coloro che verranno investiti da questo lavoro. Persino Lambiase lascia ancora aperti molti spiragli, sebbene sia facile presumere che alcune posizioni potranno essere definite dai ruoli professionali – o da quelli d’impegno politico –. Da Margaret Cittadino che potrebbe occuparsi di Sanità, a Pina Casella che potrebbe occuparsi di lavoro e Pari opportunità fino a Silvia D’Amato che potrebbe lavorare sui trasporti. Anche se i nomi dei tanti “operai” che han lavorato dietro le quinte affianco di Lambiase son tanti: «Nessun nome – ribadisce Lambiase – Questa è solo una prima fase nella quale abbiamo condiviso un metodo di lavoro attraverso interpretare la nostra attività di opposizione a Palazzo di città. La nostra – conclude – sarà una severa vigilanza contro il favoritismo e i privilegi per pochi, offrendo soluzioni alternative concrete fattibili e convincenti sul lavoro, sul non-lavoro, trasporto, sanità, cultura, politica giovanile e beni comuni, per una Salerno rigenerata, a misura d’uomo».

 

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