Cronaca

Salerno, corruzione in atti pubblici: un giudice confessa, 5 imprenditori ai domiciliari

Inchiesta sui magistrati corrotti: uno dei giudici arrestati ha confessato alcuni particolari, mentre 5 imprenditori sono stati scarcerati e ora sono ai domiciliari.

Corruzione in atti pubblici: 5 imprenditori passano ai domiciliari

Nuovi risvolti nell’inchiesta legata al caso di presunta corruzione in atti pubblici. Il vicepresidente della seconda sezione della commissione tributaria regionale, Giuseppe De Camillis, nella giornata di ieri si è avvalso della facoltà di non rispondere dinanzi al giudice nel corso dell’interrogatorio di garanzia. 

De Camillis è in pensione ma è stato arrestato nella giornata di mercoledì insieme ad altre 13 persone, tra cui il collega Fernando Spanò, il presidente della V commissione che invece ha preferito confessare dinanzi agli inquirenti. Entrambi restano momentaneamente in carcere.

Gli imprenditori coinvolti

Differente invece la situazione degli imprenditori coinvolti e messi in arresto insieme ai giudici. Giuseppe Piscitelli, ad esempio, è stato ascoltato per oltre due ore, raccontando di aver prestato circa 10mila euro ad Aniello Russo: secondo le indagini del Gruppo tutela dell’economia del Nucleo di polizia economico-finanziaria di Salerno, tale cifra sarebbe servita per pagare non soltanto le mazzette per avere una sospensiva e successiva assoluzione del credito erariale.

Nel caso Russo, amministratore della Metoda, la sentenza favorevole era stata messa a rischio da un «aumento» della tangente voluto proprio da Spanò. Con l’interrogatorio di Claudio Dusci, indagato a piede libero, lunedì mattina si chiuderà il cerchio. Intanto nella giornata di ieri il gip Indinnimeo ha anche firmato la scarcerazione per cinque imprenditori: Giuseppe Piscitelli, Aniello Russo, Antonio D’Ambrosi e Angelo Criscuolo. Hanno lasciato il carcere ma restano comunque agli arresti domiciliari.

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