Salerno, acque rosse nel canale di Santa Teresa: presenti metalli e materiali grossolani

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Acque rosse nel canale della spiaggia di Santa Teresa: ecco i dati che dimostrano la presenza di metalli e materiali grossolani nell'area di Salerno

Acque rosse nel canale della spiaggia di Santa Teresa: ecco i dati che dimostrano la presenza di metalli e materiali grossolani nell’area di Salerno.

Metalli e materiali grossolani nelle acque di Santa Teresa a Salerno

Presenza di metalli, visibile anche da un pozzetto di ispezione, a monte del canale antistante la spiaggia di Santa Teresa: è quanto emerso dalle analisi effettuate dallo studio privato incaricato dal consigliere d’oppisizione di Salerno di Tutti Gianpaolo Lambiase.

Dopo le numerose segnalazioni da parte del gruppo Facebook Figli delle Chiancarelle e le analisi effettuate dall’amministrazione comunale, Lambiase ha provveduto – con il suo gruppo consiliare – ha incaricato autonomamente un laboratorio di analisi “certificato” per esaminare le acque della spiaggia di Santa Teresa che ha effettuato dei prelievi delle acque di scarico del canale adiacente il Fusandola.

Dopo i risultati, la biologa incaricata da Lambiase, Carmen Lamanna, ha confrontato i risultati dell’Arpac con quelli dello studio privato ed è infatti stata confermata la tossicità rispetto al contenuto di metalli in queste acque, visibile anche da un pozzetto di ispezione, a monte del canale. Confermata anche l’assenza di coni batterici e, dunque, acque inquinate di fognatura.

«È necessario che l’amministrazione si muova per eliminare immediatamente la causa della tossicità dell’inquinamento delle acque e trovare i problemi e chi inquina e sverza abusivamente sulla spiaggia di Santa Teresa, attualmente la più frequentata a Salerno soprattutto dai cittadini del centro storico – ha dichiarato il consigliere d’opposizione – Può darsi sia uno scarto di lavorazione delle attività produttive ma è un’ipotesi che l’amministrazione dovrebbe verificare nell’immediato».

Intanto, convocati in commissione trasparenza dal presidente Antonio Cammarota, l’assessore all’Ambiente Angelo Caramanno, l’ingegnere Nappa della Sis Salerno Sistemi e il direttore di Salerno Sistemi-Salerno Energia Matteo Picardi si sono impegnati a fare un esame particolare in tutti i tombini che possono essere collegati al canale e quindi alla rete fognaria. Intanto, la biologoca Carmen Lamanna ha suggerito una mappa planimetrica di quelli che sono gli scarichi: «È fondamentale perché la planimetria precisa aiuterebbe ad individuare quali sono i percorsi che quest’acqua fa e intervenire nei punti strategici che determinano quest’inquinamento», ha infatti spiegato, confermando che nelle acque non vi sono né metalli pesanti né pesticidi.

Dal confronto con l’Arpac è emerso che non ci sono i parametri di escherichia coli, «quindi non siamo portati a credere che la natura dell’inquinamento sia attribuibile alla presenza di coli quindi non ci troviamo in presenza di un inquinamento di tipo microbiologico», ha poi aggiunto sottolineando però la presenza di materiali grossolani, in percentuale molto più alta rispetto a quella evidenziata dall’Arpac, così come per i solidi sospesi.


Erika Noschese da Cronache

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