Cronaca

Omicidio a Salerno, prove del Dna per l’ex badante killer

Con lui è indagato anche un secondo uomo, ritenuto complice nella rapina a Baronissi

L’ex badante di 41 anni, accusato dell’omicidio di Maria Grazia Martino e del ferimento della sorella Adele avvenuto a Salerno nel luglio scorso, rischia il primo processo: gli inquirenti si sono avvalsi anche dell’analisi del Dna. Con lui è indagato anche un secondo uomo, ritenuto complice nella rapina a Baronissi. Lo riporta il Mattino.

Omicidio Salerno, ci sono delle prove del Dna per l’ex badante

Aggredì e rapinò un’anziana di 85 anni, oltre a ferire la sorella. L’indagine su Giuseppe Buono è giunta al termine. Ora l’ex badante killer rischia il primo processo: sono state analizzate anche le analisi del Dna. Con lui è indagato anche una seconda persona, ritenuta complice nella rapina. Il 41enne salernitano dovrà rispondere di lesioni personali e rapina aggravata.

La rapina

Il colpo risale a circa 7 giorni prima del delitto in casa dove faceva il badante. L’uomo portò via circa 26mila euro. Ad inchiodarlo fu la testimonianza della vittima, una 85enne, che dopo il ricovero in ospedale l’aggressione si riprese e lo denunciò.

In seguito a questo Giuseppe Buono, il 2 luglio, si recò verso l’appartamento dell’anziana a soli duecento metri di distanza da dove lui stesso abitava. Sapeva di non trovare nessuno, neppure il marito 91enne. Dopo aver forzato la porta d’ingresso cominciò a rovistare in casa. Improvvisamente l’anziana rientrò da una passeggiata con il cane, cogliendolo in flagranza. Scoperto non restò all’indagato che aggredirla sferrandole calci e pugni con violenza e lasciandola priva di sensi. Infine riuscì a fuggire con il bottino.

L’omicidio

Sette giorni dopo, l’ex badante farà irruzione in casa delle due sorelle anziane a Salerno, uccidendo la prima dopo essere stato scoperto in flagranza mentre rubava e ferendo la seconda.

Per quel delitto, il 41enne confessò quanto fatto, in sede d’interrogatorio. Era entrato in casa scavalcando un muro. Dopo aver chiuso a chiave la camera da letto rovistò tra i mobili di casa. Un rumore di troppo allertò le due donne, che lo sorpresero a rubare. Tentando una fuga, colpì entrambe con una mazza di ferro.

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